“Sento profumo di neve!”\r\n\r\nUna neve particolare per voi turisti di Stars Hollow che vi siete avventurati in queste lande desolate prima di aver concluso Una mamma per amica: di nuovo insieme. A voi, consigliamo di allontanarvi finchè siete in tempo perchè dal prossimo paragrafo inizia una piacevole e destabilizzante nevicata di spoiler!\r\n\r\n\r\n\r\nLa cosa migliore del revival di Una mamma per amica è che la mini serie è una gigante operazione nostalgia. Ci fa rimpiombare nella magica Stars Hollow, la cittadina del Connecticut, dove sembra che il tempo non passi mai e che tutto sia rimasto immutato negli ultimi otto anni, quando la serie originale si è conclusa. Eppure, tutto intorno a Stars Hollow le stagioni sono passate e le primavere volate e ritroviamo i nostri protagonisti invecchiati e dediti a nuove esistenze.\r\n\r\nRory (Alexis Bledel) da brava millennial, giovane nata a cavallo tra i gloriosi anni 80′ e i dimenticabili 00′, è in costante movimento, da una metropoli all’altra, dal suo minuscolo appartamento nel covo degli hipster a Brooklyn al clamore glamour di Londra. La sua vita è scandita dagli impegni di lavoro come giornalista free lance e talmente frenetica che Rory non riesce nemmeno a trovare il tempo di lasciare il suo anonimo nuovo fidanzato, Jeffrey? Allen? Billy? Paul?\r\n\r\nLorelai (Lauren Graham) e Luke (Scott Patterson) sono ormai una vecchia coppia affiatata di mezza età. Dividono la casa di Lorelai come era stato deciso prima che il loro matrimonio saltasse nella sesta stagione della serie originale. Non hanno avuto altri figli e non sono – ancora – sposati. I loro problemi verranno risolti nel corso di questa stagione. Il primo è accantonato con una rapida visita a Paris Geller, medico di successo e proprietaria di un centro di fertilità che con la sua proverbiale e competente aggessività riesce, suo malgrado, a dissuadere la coppia dall’opzione di una gravidanza surrogata e poi di una gravidanza in generale. Il matrimonio è invece il contrappasso obbligato della serie e la sua romantica, imprescindibile chiusa.\r\n\r\n\r\n\r\nEmily Gilmore, al contrario, si ritrova in questa serie alla fine della sua parabola matrimoniale. Rimasta vedova dopo la prematura dipartita di Richard (e dell’attore, il compianto Edward Hermann) si ritrova ad affrontare le nuove sfida impostele dalla solitudine forzata in cui si ritrova. Nell’amministrare il lutto, la donna troverà, non senza drammi e isterismi, un’occasione per sistemare i conti in sospeso con la figlia.\r\n\r\nLane e Zach, i gemelli e gli Hep Alien, Kirk, Miss patty, Gipsy, Taylor e tutti i protagonisti di quel circo che è Stars Hollow sono, invece, esattamente dove li abbiamo lasciati, bloccati nel limbo felice della provincia suburbana americana, impegnati nelle attività più strambe e scanzonate. Eppure per quanto magico questo possa sembrare, questa è anche la caratteristica più deprimente della serie. Perché Stars Hollow è il luogo dove i sogni vanno a morire.\r\n\r\n\r\n\r\nObbligatoriamente, vista l’età e il momento di cambiamento che sta vivendo, Rory doveva attraversare l’arco narrativo più complesso. Essendo la sua vita professionale bloccata in un’immobilità stagnante, la ragazza si consola con una serie di scelte sbagliate dal punto di vista sentimentale. Nonostante sia fidanzata con il buon Paul, Rory non può fare a meno di volare a Londra per vedere Logan Huntzberger, il ragazzo che semplicemente non riesce a mollare. I roller coaster adrenalinici provati con lui e la sua Brigata della vita e della morte sono per Rory momenti molto più emozionanti di qualunque avventura professionale le si sia parata davanti.\r\n\r\nLa serie, dall’inverno all’autunno, si presenta quindi come una doccia di realismo per l’aspirante giornalista. Rory, catapultata nel mondo vero, ne esce sconfitta e svogliata. In piena crisi esistenziale decide allora di tornare a casa nella confortante Stars Hollow, di vivere con la madre quell’esistenza familiare e consolante che sembrava starle troppo stretta fino ad un minuto prima. In un battito di ciglia, Rory si acclimata all’esistenza di paese, diventa editor dell’impresa fallimentare che è la Gazzetta di Stars Hollow e segue il consiglio di Jess, un altro dei suoi ex-fidanzati, che le suggerisce l’idea di scrivere un libro sull’epopea tragicomica che è la vita sua e di sua madre, le Gilmore Girls.\r\n\r\n\r\n\r\nUn accenno di quella Rory che aveva mollato Yale nella quarta stagione riappare, così, nel revival e offusca il ritratto che la settima stagione aveva dipinto di lei, di una secchiona alla ricerca di affermazione personale e avventura, nella sua carriera più che nell’amore.\r\n\r\nLa settima stagione della serie orgininale è, però, come tutti i veri fan sanno, l’unica non scritta e diretta dalla creatrice della serie Amy Sherman-Palladino. L’autrice si è proposta,  con questo revival,  di correggere i torti commessi in quella serie con un finale che lei aveva sempre avuto in mente, un finale composto da quattro parole che ha tenuto nascoste per quasi sedici anni.\r\n\r\nRory: “Mamma”\r\n\r\nLorelai: “Sì?”\r\n\r\nRory: “Sono incinta”.\r\n\r\n\r\n\r\nQueste sono le ultime parole che dovevano essere pronunciate da Rory nella settima stagione e che vengono pronunciate invece solo 8 anni dopo nel revival. Una gravidanza doveva essere la fine della storia di Rory. Una gravidanza che stronca ogni sogno di gloria della 32enne, che sarà così costretta a rimanere a Stars Hollow e ripercorrere i passi (errori?) della madre e a incontrare ciclicamente i fantasmi della sua vita.\r\n\r\nDean è il fantasma della sua vita passata, il primo ragazzo che le ha fatto capire il significato di premura e sicurezza. Logan è il fantasma della sua vita presente e il padre di suo figlio (non prendiamoci in giro, chi se non lui?), così simile al suo stesso padre, Christopher. E infine Jess è il fantasma della sua vita futura (?), il nipote di Luke (marito di sua madre) il bel tenebroso e letterato che assume ad oggi il fascino del figliol prodigo.\r\n\r\nPer tutti questi motivi, quindi,  Stars Hollow è la tomba affollata di fantasmi della carriera di Rory. Per questo, il magico ritorno in questo mondo a noi tanto caro risulta agrodolce. Non per questo, però, il revival è da bocciare e Amy Sherman Palladino da condannare. Semplicemente perchè la fiction non è perfetta e, a volte, delude, esattamente come la vita vera.\r\n\r\n \r\n\r\n 

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

LASCIA UN COMMENTO:

Please enter your comment!
Please enter your name here