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Il terremoto in Irpinia del 23 Novembre 1980 continua ad essere ricordato non solo per il numero di morti e i danni materiali, bensì anche per le spese di cui non si comprende la ragione a distanza di tanti anni e che continuano a ricadere sulle tasche dei cittadini italiani. Ciò alla luce di quanti ancora vivono in container o case improvvisate.

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Come se le accise sulla benzina, pari alle vecchie 75 lire, non fossero già un “furto”, anche per questo 2017 il decreto mille proroghe dei giorni scorsi attraverso l’articolo 9 comma 1 che recita testualmente:-“Il commissario «ad acta» per il terremoto del 1980 in Campania, Basilicata, Puglia e Calabria resterà in carica fino al 31 dicembre 2017”-, ha confermato la figura del commissario straordinario. Questa figura -il cui operato ad oggi risulta completamente ignoto- permane da ormai 36 anni e malgrado le numerose richieste di abolizione provenienti da tutti gli schieramenti politici, nonché malgrado tutti i tentativi di “chiusura incarico” previsti nel corso degli anni, ogni anno -e sempre attraverso il decreto mille proroghe- viene riconfermata.


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