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Non solo il Comune di Bari, contro il clan Parisi oggi si sono costituite parte civile anche Iacp, associazione Antiracket, Ance, Confindustria, due aziende edili (Debar Costruzioni spa e Spazi Moderni srl) e tre imprenditori baresi (Domenico De Bartolomeo, Daniele Di Cagno Abbrescia e Giuseppe Barbone). E’ cominciata dinanzi al gup del Tribunale di Bari Alessandra Susca l’udienza preliminare nel confronti di 56 presunti affiliati al clan Parisi di Bari, tra i quali il boss Savino Parisi. Il procedimento si celebra nell’aula bunker di Bitonto. Alla prima udienza per la costituzione delle parti era presente anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro. Agli imputati il pm Antimafia di Bari, Patrizia Rautiis, contesta 31 episodi di estorsioni ai cantieri edili commessi fra il 2010 e il 2015.

Stando alle indagini della squadra mobile, coordinate dalla Dda, che nel marzo 2016 hanno portato all’arresto di 30 degli odierni imputati, il clan imponeva ai cantieri guardianie e carichi di merci da fornitori amici. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione e porto di armi, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto, illecita concorrenza con minaccia e violenza in concorso aggravata dal metodo mafioso, favoreggiamento, minaccia.

La Procura ha inoltre depositato oggi agli atti del procedimento i verbali di due nuovi collaboratori di giustizia. Si tornerà in aula il prossimo 26 aprile per eventuali eccezioni preliminari sulle costituzioni di parte civile e sui nuovi atti depositati dall’accusa.


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