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“Con un carico medio per ogni magistrato, compreso il procuratore regionale, di 3.530 fascicoli”, la Procura della Corte dei Conti di Puglia si è “collocata, anche nel 2016, al primo posto fra tutte le Procure regionali, sia con riguardo al numero delle denunce pervenute nell’anno, che con riferimento al numero dei fascicoli pendenti e al carico medio per magistrato”.  E’ quanto emerso a Bari nel corso della inaugurazione dell’anno giudiziario 2017, con la lettura delle relazioni del presidente e del procuratore regionale della Corte dei conti pugliese, rispettivamente Mauro Orefice e Carmelo de Gennaro.

“Molte sono state le pronunce in materia di uso distorto dei contributi pubblici e, in specie, dei finanziamenti comunitari. In particolare, per la Regione Puglia, nei primi otto mesi del 2016 risulta una spesa irregolare per circa sei milioni di euro a valere sul Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (Feaog), in netto aumento rispetto al 2015 (420mila euro circa), anno in cui peraltro sono emerse irregolarità per oltre 250mila euro a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale”.

Tra le azioni promosse, è stato sottolineato, “anche quelle esercitate nei confronti di alcuni agricoltori della provincia di Bari in merito alla illecita percezione di aiuti economici in agricoltura, erogati da Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), ottenuti sulla base di false dichiarazioni”. Inoltre, “diverse sentenze hanno riguardato il regime giuridico del personale sanitario, con particolare riferimento ai principi di onnicomprensività della retribuzione e della esclusività delle prestazioni”.

Si tratta di “un settore particolarmente delicato, perché assorbe una larga parte delle risorse regionali, che in Puglia ha fatto registrare, in controtendenza con una contrazione della spesa di settore in quasi tutte le altre regioni, nel periodo 2015-2016, un incremento del 5,32 per cento. Spesso – ha spiegato a margine dell’inaugurazione il presidente Orefice – si assiste ad attività che vengono effettuate in maniera non autorizzata da parte di medici che sono legati a rapporti di esclusività con la struttura sanitaria. E questo comporta duplicazioni e surplus di spesa. E naturalmente percezioni indebite”.


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