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Over è il primo singolo da Learn to Live, terzo album del chitarrista e cantautore pugliese Giuliano Vozella. Il video del brano è incentrato sul concept del “contrasto” (sviluppato poi nel disco) ed è stato realizzato da Antonio De Benedictis e Matteo Canzano. Il disco segue Notes Through The Years del 2012 e Ordinary Miles del 2014, e muove in direzioni diverse rispetto ai precedenti lavori.

Foto di Simone Paccini.

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Over parla della fine di una storia, ma non è un finale triste.

Esatto, non è una storia triste. Parte da un incubo, che crea tormento e inquietudine per poi andare in un lieto fine. Spesso è così, ci sono parecchie storie poco piacevoli da vivere che poi però si trasformano in una grande occasione. L’immaginarsi di vivere un incubo è una delle cose che può creare più spavento e nel brano la descrizione di tutti i particolari ne tira fuori ogni lato oscuro.

Da cosa è nata l’idea del “contrasto”, applicata ad Over e agli altri brani di Learn to Live?

L’idea ha avuto un corso di realizzazione molto naturale. Un doppio pensiero spesso opposto ma in realtà molto vicino e legato. Da una parte la voglia di rimanere con i piedi tra le radici del folk americano dall’altra la voglia di sperimentare nuove sonorità. Il risultato è quello che ne è venuto fuori, una chiave di lettura doppia di quello che in questi anni ha caratterizzato il mio modo di ascoltare e suonare.

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La lingua inglese è una componente che caratterizza i brani di Learn to Live e più in generale di Giuliano Vozella.

Ci sono vari motivi legati alla scelta dell’inglese. Prima di tutto penso che sia, al limite dell’ovvietà, la lingua più importante. Dopo la musica, l’inglese è la lingua del mondo. Questo significa che se suoni e canti in inglese potenzialmente hai un bacino d’utenza maggiore.
Oltre a questo però c’è anche da dire che la scelta inevitabilmente deriva dagli ascolti.
Per poi andare anche a scavare nel passato e riflettere sul fatto che mia mamma, insegnante di inglese, mi ha fatto comprendere l’importanza di questa lingua, nonostante la mia ostilità in età infantile verso quello che a me sembrava essere un’altra materia scolastica da studiare, per poi scoprire successivamente quanta importanza aveva.

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Che musica cerca di fare Giuliano Vozella?

No, non cerco di fare nessuna musica, ma metto in musica le esperienze delle mia vita. Non penso ci sarà mai fine perché è una necessità. A prescindere dai dischi o dalle uscite future la musica la percepisco come un flusso continuo. Quando ho qualcosa da dire esce sempre in forma canzone. Poi per la forma musicale che struttura la scrittura deriva inevitabilmente dagli ascolti: da Jeff Buckley a John Mayer, Da Ani Di Franco a Joni Mitchell, Allen Stone, Tom Misch, Ben Howard, John Butler, Alex Vargas, Jordan Rakei, David Ryan Harris.

Cosa voleva comunicare Giuliano Vozella con Learn to Live

L’idea è quella di imparare a vivere ovunque, cercando di prendere il meglio da ogni situazione possibile. Ci possono essere situazioni fantastiche e situazione assolutamente terrificanti, l’importante è imparare a gioire degli sforzi che ci permettono di vivere serenamente tutti i momenti della vita che viviamo. Imparando proprio a vivere con queste energie.

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