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La Bari del fumetto ospita un’autrice d’eccezione. Il 31 marzo la disegnatrice italiana, trapiantata negli States, Emanuela Lupacchino incontrerà il pubblico in un evento gratuito all‘AncheCinema Royal (alle 18) e, il giorno dopo, i professionisti del settore – e chiunque abbia voglia di imparare nuove tecniche narrative della nona arte – nel workshop dal titolo “Disegnare l’America – le tecniche del fumetto Usa”. I due giorni di incontro sono organizzati dalla scuola di fumetto e grafica Grafite, con la patnership di BGeek.

emanuela lupacchino

Emanuela Lupacchino nasce a Roma nel 1983. Dopo l’università incomincia la sua carriera nel mondo del fumetto, muovendo i primi passi come character design per Asterion Press su manuali per giochi di ruolo. Dopo aver affinato il suo stile lavorando a serie a fumetti italiane come L’insonne, Emanuela fa il suo esordio su titoli come Angel e Star Trek/Doctor Who per la casa editrice IDW. Viene poi accolta dalla Marvel, dove è artista regolare di X-Factor, sceneggiato da Peter David. Successivamente, dopo aver collaborato con la Valiant al rilancio di serie come Archer & Armstrong, Arbinger e Bloodshot, sceglie di prestare la sua arte alla DC Comics, entrando a far parte del team creativo della nuova serie di Supergirl come artista regolare. Dopo aver disegnato diversi anni su Starfire, aver firmato i concept e design di alcuni personaggi della serie DC Bombshells – dai quali sono state prodotte delle stupefacenti statue da collezione di Wonder Woman, Supergirl e Mera – è coinvolta nel rilancio della casa editrice americana denominato Rinascita, dove illustra alcuni numeri di Supergirl e Superwoman, per poi entrare a far parte del team creativo di Trinity, titolo scritto da Francis Manapul che ha per protagonista la Trinità dell’Universo DC Comics – Batman, Superman e Wonder Woman. Attualmente, è anche impegnata in un grosso progetto DC/Warner Bros. per l‘entertainment, ancora da annunciare ufficialmente.

Durante l’evento all’AncheCinema Royal, la Lupacchino racconterà al pubblico aneddoti e curiosità sulla sua straordinaria carriera, rispondendo anche alle domande dei fan. Il workshop, invece, servirà a trasmettere l’esperienza dell’autrice a partire dalle  differenze stilistiche e metodologiche tra le sceneggiature europee e quelle americane, fino all’impostazione del chiaroscuro come elemento narrativo. I partecipanti lavoreranno su una sceneggiatura americana proposta dall’autrice, allenandosi nell’arte dello storytelling. 

Per informazioni sulla partecipazione, vi invitiamo a rivolgervi alla pagina Facebook di Grafite.


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