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Libertà diventa una delle tre mète della ricerca artistica in Italia. Il Ministero dei Beni culturali ha scelto il quartiere di Bari come residenza d’artista-premio del concorso organizzato in collaborazione con il circuito dei Giovani artisti italiani: dal 1 giugno al 15 luglio, insieme a Reggio Emilia e Perugia, il capoluogo pugliese ospiterà tre giovani fotografi, selezionati in base alla loro sensibilità ai temi della riqualificazione e del paesaggio urbano. Il concorso, già online sul sito www.giovaniartisti.it, è rivolto a tutti i fotografi e artisti under 35 che si iscriveranno entro il 27 aprile.

A ogni vincitore saranno destinati circa 3mila euro per coprire vitto, alloggio e spostamenti durante il periodo di residenza. Ognuno di loro dovrà produrre, entro 60 giorni dal termine della residenza, una serie di opere compiute (stampe fotografiche, proiezioni, installazioni, video) in numero e formato da concordare con gli organizzatori, che saranno utilizzate per fini espositivi.

“La scelta di indagare attraverso la fotografia il quartiere Libertà rientra coerentemente in una strategia più ampia di lettura e rigenerazione fisica e culturale di un contesto semi-periferico eppure centrale per il futuro della città, su cui l’amministrazione sta investendo molto – dichiara l’assessore Paola Romano – Vogliamo che i giovani siano al centro di questo cambiamento e per questo abbiamo recentemente recuperato e ridestinato la ex scuola Melo a laboratorio urbano per la creatività”.

“La residenza fotografica del Gai in collaborazione con il Ministero si inserisce in un percorso di posizionamento a scala nazionale e di valorizzazione culturale della città di Bari – commenta Silvio Maselli – la strategia di marketing territoriale della città poggia sulle leve dell’infrastrutturazione culturale (Polo delle Arti Contemporanee, Spazio Murat, Museo Civico, Teatri di Bari), della messa a sistema dei contenitori culturali e degli attrattori (Bari Guest Card) e dell’incoming di giovani artisti e opinion leader che possano vivere, attraversare e testimoniare la città attraverso l’indagine artistica e, in questo caso, la fotografia. La forma residenziale, non a caso, è stata inserita nel progetto del Polo delle Arti Contemporanee e contiamo possa crescere nel tempo come pratica culturale consolidata anche qui a Bari”.


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