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“Spesso siamo criticati ma pochi forse sanno che il nostro lavoro viene svolto gratuitamente e, soprattutto, che Bari è una delle città più importanti del Sud e ha bisogno di una rappresentanza diplomatica importante. Dovrebbe essere un punto di orgoglio per la nostra città, bisognerebbe esserne fieri”. Stefano Romanazzi è console onorario della Francia dal 1991, anche se il suo impegno risale a molti anni prima, quando aiutava suo zio e poi suo padre. A Bari complessivamente ci sono 35 consolati onorari, per capire qual è la loro funzione e il loro ruolo abbiamo incontrato Romanazzi nel suo ufficio in via Bozzi per porgli alcune domande.

Qual è il compito di un console onorario?

“Svolgiamo una funzione d’informazione sulla vita economica e sociale della città in cui viviamo verso il Paese che rappresentiamo. Un’attività che potrà sembrare banale ma che è utile a favorire gli scambi di ogni tipo: commerciali, finanziari, economici, culturali. Siamo il primo punto di riferimento per i Paesi che rappresentiamo, ad esempio favoriamo gli incontri tra imprenditori. I due più recenti si sono svolti a Brindisi, per conto di Sanofi, e a Bari, per conto di Alcatel. Anche grazie al nostro lavoro il turismo straniero è aumentato, noi ci impegniamo per far conoscere la Puglia: ricordo quando organizzammo un tour per i giornalisti francesi, era stato da poco inaugurato il primo volo diretto Parigi-Bari dall’allora manager di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola, e cercammo di dare il nostro contributo così, ospitando diversi reporter d’Oltralpe. E poi diamo assistenza ai turisti”.

Come?

“Il turista francese che arriva a Bari può rivolgersi a noi per ogni problema. Ultimamente c’è stata una recrudescenza criminale, purtroppo i turisti sono prede facili per scippatori. In estate aiuto almeno un turista francese a settimana vittima di un borseggio. E poi siamo un punto di riferimento in caso di eventi tragici”.

Ad esempio?

“Quando ci fu il naufragio del traghetto Norman Atlantic fui allertato dal consolato generale di Roma e mi catapultai il primo gennaio a Brindisi per dare assistenza a otto francesi che, fortunatamente, erano riusciti a mettersi in salvo. Il giorno del naufragio nel mio ufficio allestimmo una cellula di crisi e con il console generale e l’ambasciatrice lavorammo per raccogliere informazioni da girare alle autorità francesi.  A Capodanno poi mi recai a Brindisi dove fu portato il relitto, ricordo che portati abiti di ogni genere per 4 camionisti francesi che avevano perso tutto. La nostra presenza sul territorio è percepita come una cosa positiva da chi si trova in un Paese di cui non conosce nulla o quasi, spesso nemmeno la lingua”.

Che ricordo le è rimasto di quei giorni?

“Tanti momenti, ma mi riempì il cuore un bigliettino di ringraziamento che ricevetti dai francesi che aiutai”

E’ stato chiamato ad intervenire in altri eventi di crisi?

“L’anno scorso quando sulla linea ferroviaria Andria-Corato due treni si scontrarono, inizialmente ricevemmo la notizia che su uno dei due convogli potesse esserci una ragazza francese. La mamma dalla Francia chiamò l’ambasciata pensando si trovasse su uno dei treni, io chiamai tutti gli ospedali, la protezione civile, vigili del fuoco: fortunatamente non salì su quel convoglio e potemmo dare la buona notizia”.

Siete stipendiati?

“Assolutamente no. I consoli onorari non vengono pagati, al massimo possiamo chiedere piccoli rimborsi spesa per le telefonate o gli spostamenti. Ma parliamo di cifre irrisorie”.

Come si diventa console onorario?

“Bella domanda, posso dirle che non lo so? Mio zio Aurelio è stato console sino al 1982, alla sua morte fu nominato mio padre. La mia famiglia ha sempre avuto rapporti e contatti con la Francia: le nostre Officine Romanazzi fabbricavano anche cassoni per furgoni e tra i nostri clienti c’era Iveco. Alla fine degli anni Settanta aprimmo una fabbrica alla periferia di Parigi. Io lavoro per il consolato dal 1984, quando ero ancora un ragazzo, nel 1991 ho preso il posto di mio padre. E nel 2000 sono stato nominato Cavaliere al merito della Repubblica francese”.

A chi sostiene che la figura del console onorario sia inutile cosa risponde?

“Che Bari è una città importante del Sud, negli anni Ottanta era definita la Milano del Mezzogiorno. Forse dal punto di vista commerciale è anche più importante di Napoli. Quindi ha bisogno di rappresentanza diplomatica importante. E questo dovrebbe essere un punto di orgoglio per tutti”.

 


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