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Un foglio di via, notificato dalla questura di Bari, obbliga quattro cittadini baresi (denunciati in seguito all’occupazione di Villa Roth avvenuta dal novembre 2011 al gennaio 2014) ad abbandonare la città entro 30 giorni. Il procedimento amministrativo, successivo alle indagini terminate nel 2015 ma con il processo ancora in corso, imporrebbe alle persone coinvolte di non fare ritorno nel Comune d’appartenenza per i prossimi tre anni (secondo lo standard giuridico).

“La decisione del tribunale di Bari – si legge nel documento della questura – ai sensi dell’articolo 7 e 8 della legge 241/90, riguarda gli indagati per l’occupazione dello stabile dell’ente della Provincia ubicato in via Canonico Annibale di Francia […] al fine di trarre profitto e impossessarsi dell’energia elettrica con l’aggravante di aver commesso il fatto con mezzo fraudolento”.

“Sappiamo – scrive il collettivo Non solo Marange – quali sono le motivazioni reali che spingono la questura a un provvedimento simile: il G7 dei ministri dell’Economia che si terrà a Bari a maggio prossimo. Evidentemente l’obiettivo è quello di colpire chiunque possa risultare un attivista politico oggi o in passato col fine di spaventare e dissuadere tutti coloro che hanno ancora voglia di esprimere il loro dissenso. Si tratta di una limitazione delle libertà di movimento gravissima e illegittima”.

Il collettivo Non solo Marange da appuntamento il 6 aprile alla manifestazione cittadina per ribadire il nostro rifiuto a una legge razzista, autoritaria e discriminatoria quale è il DDL Minniti e alla mobilitazione in vista della prima udienza del processo Villa Roth che si terrà a Bari l’11 aprile prossimo.


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