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Atti giudiziari relativi a presunte false certificazioni rilasciate dal Rina (Registro Navale Italiano) saranno trasmessi nei prossimi giorni dalla Procura di Genova a quella di Bari. La magistratura ligure ha in corso un’inchiesta su presunte irregolarità dei certificati per navi e traghetti che ha portato due giorni fa all’arresto di due ispettori del Rina e avrebbe accertato anche la falsificazione di alcuni certificati per il traghetto Norman Atlantic. La nave naufragò nel dicembre 2014 al largo delle coste albanesi dopo un incendio in cui morirono 11 persone, mentre altre 18 sono formalmente disperse.

Sul naufragio indaga la magistratura barese che, in un incidente probatorio, ha cristallizzato l’esito della perizia eseguita sul relitto e sulla strumentazione di bordo per ricostruire le fasi del naufragio. Dagli accertamenti dei tecnici è emerso che la nave aveva tutte le certificazioni in regola e che il rogo potrebbe essere stato causato dalla cella frigo di un tir, poi non domato in tempo per l’attivazione tardiva dell’impianto antincendio.

L’esito delle indagini della Procura di Genova sulle presunte certificazioni false potrebbe ora fornire nuovi spunti investigativi per accertare le cause del naufragio. Nell’inchiesta della Procura di Bari, coordinata dai pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, sono al momento indagate le due società Visemar, proprietaria della nave, e la greca Anek, noleggiatrice del traghetto, e 16 persone, l’armatore, il comandante, gli amministratori della società greca e alcuni membri dell’equipaggio. Nei loro confronti sono ipotizzati i reati di cooperazione colposa in naufragio, omicidio plurimo e lesioni.


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