Cosa indicano i segnali stradali? Qual è il loro significato? Come bisogna comportarsi in auto? Quali comportamenti è obbligatorio tenere, e quali sono assolutamente da evitare, quando si viaggia in strada? Sono solo alcune delle domande alle quali i componenti del corpo di polizia locale di Casamassima, diretti dal comandante Ivano Eramo, hanno dato risposta, recandosi nelle scuole cittadine.

I componenti della municipale, Giacomo Albanese, Angelo Di Turi, Carmela Giannuzzi e Tina Girolamo hanno tenuto dei corsi, riproponendo un progetto di educazione stradale tra i banchi, che già da qualche anno il Comune e gli istituti di istruzione stanno presentando ai giovani studenti. Gli alunni hanno la possibilità di porre interrogativi, richiedere chiarimenti, soddisfare le loro curiosità al fine di imparare a comportarsi correttamente quando sono a bordo di un veicolo, o alla guida di biciclette. Un corso che insegna come anche i ciclisti siano tenuti al rispetto delle norme e dei segnali stradali, al pari degli autisti di tutti gli altri mezzi.

A partecipare al progetto, quest’anno, sono stati alcuni alunni della scuola elementare Guglielmo Marconi e della media Dante Alighieri. “Da qualche anno – osserva Giacomo Albanese della polizia locale – teniamo teniamo questo tipo di corsi nelle scuole. Riteniamo infatti che sia importante educare bambini e ragazzi al corretto comportamento in strada, dato che molti di loro già utilizzano la bicicletta e sono quindi tenuti, come tutti, al rispetto dei segnali e delle norme stradali. I giovani d’oggi saranno gli autisti di domani, quindi è bene abituarli da subito a comprendere cosa è opportuno fare, e cosa si deve assolutamente evitare quando si è in strada”.

“Già da qualche anno – osserva il sindaco Vito Cessa, che ha la delega alla polizia locale – questo programma di educazione stradale è presente nelle scuole di Casamassima. Io e l’amministrazione comunale abbiamo ritenuto utile riproporlo, vista la sua importante valenza sociale ed educativa. I bimbi sono il futuro, gli uomini, le donne e – in questo caso – gli autisti di domani. Per questo abbiamo ritenuto necessario ripetere questa bella esperienza”.

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