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Da Japigia allo stadio San Nicola, da Santa Rita alla zona di Santa Fara fino al lungomare sud di Bari, tra Pane e pomodoro e San Giorgio. Per finire a Ceglie, poche ore fa.  Senza dimenticare l’incendio che ha devastato ettari di lama Balice domenica. Quasi ogni giorno scoppia un rogo in città: decine di vigili del fuoco e di agenti della polizia municipale al lavoro per scongiurare il peggio. E i residenti sono esasperati: si alzano fumi tossici e nocivi che costringono molti a vivere barricati in casa. Accade ad esempio nella zona di Japigia dove i cittadini da mesi ormai denunciano la presenza di incendi, tanto che è partito anche un monitoraggio affidato all’Arpa per verificare lo stato dell’aria che respirano.

Borderline24 ha chiesto al comandante della polizia municipale, Nicola Marzulli, cosa sta accadendo in città. Ieri i vigili hanno sgomberato un capannone sul lungomare sud, occupato da rom e da dove erano stati accesi diversi roghi. Gli occupanti sono stati identificati e gli atti sono stati inviati in Procura.

“Quello degli incendi è un fenomeno che sta diventando sempre più ampio – spiega Marzulli – ma non solo a Bari, anche nell’entroterra”. Se alcuni roghi sono accesi da persone con l’intento di bruciare rifiuti, altri sono spontanei. “Con questo caldo – prosegue Marzulli – basta una sigaretta accesa in mezzo alle sterpaglie o anche uno specchio che riflette la luce del sole che può scoppiare un rogo. Basta davvero poco ed è per questo che bisogna prestare la massima attenzione”.


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