“Ho portato mio figlio all’ospedale con febbre alta e vomito ma nessuno lo poteva curare. Perché il reparto di pediatria è stato chiuso e dal 26 luglio non ci sarà neanche un dottore”.

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La denuncia è stata pubblicata nel gruppo del comitato per la difesa dell’ospedale di Putignano, da una madre che è stata costretta a portare il figlioletto al pronto soccorso del nosocomio della cittadina. E arriva alla vigilia della manifestazione di protesta del gruppo spontaneo “Giù le mani dal nostro ospedale”. Per domani, infatti, è stato organizzato un corteo di protesta per le vie del paese, a partire dalla 19.30.

La denuncia prosegue col racconto della vicenda che ha visto i medici del  pronto soccorso indirizzare la donna col figlio al reparto pediatria, dove una dottoressa, senza il supporto di un’infermiera, era impegnata nello svolgere pratiche burocratiche e visitare tanti altri bambini.

“Un’unica dottoressa- scrive la donna, lamentandosi col governatore della Puglia, Michele Emiliano, individuato come responsabile della situazione – che si doveva occupare anche della parte amministrativa, non veniva affiancata neanche da un’infermiera. La delusione e lo sconforto glieli si leggeva negli occhi. Non faceva altro che scusarsi per l’attesa ma svolgeva compiti non di sua competenza e mi ha detto che per mio figlio non poteva farci niente, neanche una flebo, perché il reparto è stato chiuso e dopo il 26 non ci sarà neanche più un dottore”. Il bambino è stato curato altrove.

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