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Due nuovi reparti nel Policlinico: Medicina nucleare e Radioterapia. L’inaugurazione si terrà venerdì e successivamente si farà tappa nel vicino cantiere Asclepios III per la cerimonia di posa della prima pietra del reparto Cardiotoracico.

La nuova Medicina nucleare

 Il reparto di Medicina Nucleare è ormai apprezzato a livello nazionale per il carattere altamente innovativo della diagnostica e terapia, per le caratteristiche edilizie, i nuovi radiofarmaci, i requisiti di igiene e sicurezza, radioprotezione, per la sicurezza del paziente e per la certificazione e tracciabilità delle attività sanitarie. Un reparto che ha destato l’attenzione del mondo scientifico e imprenditoriale per progetti di ricerca e alcune applicazioni molto sofisticate che impreziosiscono il dipartimento, impegnato nell’elaborazione di attività speciali anche per pazienti con patologie gravi e non molto frequenti. L’UO di Medicina Nucleare è parte integrante di numerose linee di ricerca internazionali in ambito oncologico, neurologico e cardiologico. La Puglia ha il primo e unico centro con nuove apparecchiature tecnologicamente evolute grazie alle quali in questo primo semestre del 2017 si è data priorità all’esecuzione degli esami più complessi e innovativi che costringevano i pazienti a recarsi fuori regione o a lunghe attese rendendo di routine la terapia radiometabolica con 223 RaCloruro per il trattamento delle metastasi dolorose da carcinoma della prostata.

I progressi e l’eccellenza:

  • L’U.O.C. è storicamente sede del primo centro di Diagnostica PET in Puglia.
  • La nuova sede è forse la più ampia in Europa distribuito su 400 metri quadrati su due piani: il primo in cui sono presenti l’accettazione, gli studi medici, 4 gamma camere, tre stanze dedicate alla terapia radio metabolica e il piano interrato in cui sono presenti 2 sistemi PET/CT e la radiofarmacia, oltre il sistema di vasche, di cui 8 dedicate alla terapia metabolica e 5 alla diagnostica.
  • Si è registrato un numero di esami sempre crescente e in costante ascesa rispetto alla stima iniziale: si è passati da 700 nel 2007 a più di 3.300 nel 2016 con una costante riduzione dei costi. Adesso si è pronti per raggiungere ulteriori importanti traguardi considerando le grandi potenzialità che esprime con l’adeguamento dei locali e l’acquisto di nuove apparecchiature ad alta tecnologia a cui si aggiunge un personale altamente qualificato in grado di utilizzarle.
  • Già da gennaio è stata attivata la prima PET/CT dedicata alla radioterapia perché dotata di un ponte laser che permette il centraggio delle lesioni neoplastiche da trattare senza interessare i tessuti sani.

Radioterapia

 Un reparto che guarda al futuro e che ha permesso al Policlinico di Bari di inaugurare una struttura moderna, dotata di tecniche informatizzate, tridimensionali e digitalizzate per puntare a risultati brillanti preservando la salute del paziente durante la cura dei tumori. La Puglia avrà un centro in cui si è in grado di migliorare la precisione di irraggiamento nella sede tumorale, di ridurre il rischio di irraggiamento indesiderato dei tessuti vicini, di abbattere l’incidenza degli abituali effetti legati alla radioterapia tradizionale e di ridurre il numero delle sedute con beneficio per il paziente in termini di disagi, costi e qualità della vita. Obiettivo della nuova Radioterapia del Policlinico di Bari è il trattamento dei tumori solidi ed ematologici dell’adulto e dell’età pediatrica: ci si occuperà di tumori cervico-facciali, cerebrali, polmonari, mammari, gastroenterici, ginecologici, urologici, cutanei ed ematologici, oltre ai tumori rari.

I progressi e l’eccellenza:

  • Sono attive 14 stazioni computerizzate organizzate mediante la più avanzata rete di gestione di radioterapia disponibile (Mosaiq), la stessa utilizzata per collegare tra loro tutti i centri di radioterapia americani e canadesi.
  • Il reparto è dotato di due acceleratori lineari ‘gemelli’, top di gamma, in grado di gestire tutte le più moderne, sofisticate ed avanzate modalità di trattamento; entrambi dotati di sistema Cone Beam CT, cioè di una vera e propria Tac a bordo, in grado di acquisire immagini tac planari e volumetriche, fondamentali per il perfetto, identico e millimetrico riposizionamento quotidiano del paziente, capaci di backup dati indispensabile per evitare interruzioni durante le terapie in caso di blocco e/o accidentale arresto di uno dei due acceleratori.
  • Sono utilizzate tecniche speciali come il VMAT (Volumetric Modulated Arc Therapy), una sofisticata tecnica radioterapica molto precisa ed accurata efficace sul tumore e non invasiva sui tessuti sani.
  • Dotato del top della tecnologia con ‘Big Bore’, la nuova TAC dotata di un anello centrale di grande diametro che consente di sistemare i pazienti in qualunque posizione su appositi sistemi di immobilizzazione e di controllare il movimento legato al respiro sincronizzando il trattamento radiante ad esso: in un’unica seduta è possibile completare il trattamento in precedenza effettuato in tempi e luoghi diversi.

prof Rubini dott Piombino


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