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“Sono andato ai servizi sociali, mi sono inginocchiato e ho detto: mi aiuti a trovare una struttura dove mio figlio possa essere curato. Se ne sono usciti con un ‘Sarai contattato da un consultorio’. Consultorio che non si è fatto mai vivo”. Sono le parole rilasciate in un’intervista a “Quarto Grado”, Retequattro, da Biagio, il padre di Lucio, il ragazzo che ha confessato di essere responsabile dell’omicidio della 16enne Noemi Durini lo scorso 3 settembre. Il ragazzo è accusato di omicidio volontario, il padre indagato per sequestro di persona e concorso in occultamento di cadavere.

“Che questa ragazza fosse pericolosa per mio figlio me ne sono accorto quasi subito, perché era gelosa e morbosa. Me ne sono accorto – ha continuato l’uomo – sin dai primi giorni, quando veniva accompagnata da un ragazzo di Casarano molto più grande di lei. “È pericolosa questa gente qua… a venire a casa a buttare molotov. I carabinieri lo avevano già detto: “Occhio! A causa di questa ragazza Lucio frequenta persone molto adulte”. Erano amici loro, amici delle loro famiglie. Non è vero che questa ragazza chiedesse il permesso per uscire di casa: usciva quando voleva. Tempo fa, poi, vengo a sapere che raccoglieva soldi per comprare una pistola e ammazzarci”, ha detto il padre di Lucio.

“Adesso – ha concluso – siamo passati che la mia è una cattiva famiglia, che non seguivo mio figlio, e che Noemi invece era una brava ragazza. Ho pietà per lei. Per me era vittima della sua famiglia. Questa è la pura e sacrosanta verità. E quando ci sarà l’opportunità tirerò fuori vita morte e miracoli di questa famiglia. A Lucio non posso dire niente perché non ce l’ho più. Ho cercato di salvarli tutti e due: sarebbe bastato che mi avessero ascoltato”.

“Voglio verità e giustizia per mia figlia Noemi” sono le poche, a dirlo è Umberto Durini, il padre di Noemi, che si è affidato all’avvocato del foro di Perugia Walter Biscotti, già legale della mamma di Sarah Scazzi e difensore di Salvatore Parolisi, che si è recato appositamente nella città pugliese. “Umberto Durini – ha detto Biscotti all’Ansa – vuole ringraziare le forze dell’ordine e tutti quelli che hanno collaborato alle indagini. Chiede che rimanga alta l’attenzione sul caso perché ci sono punti ancora oscuri legati alla confessione del ragazzo”. Secondo il legale “occorre chiarire in particolare il ruolo del padre del diciassettenne”.


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