Ancora una volta il semaforo verde si è acceso sull’Università di Bari scelta per un viaggio di istruzione e aggiornamento da una numerosa delegazione filippina di medici internisti, endocrinologi, cardiologi, nefrologi e specialisti di diagnostica per immagini, che sono tornati a Bari dopo una prima visita il 22 e 23 novembre 2017. Le visite sono state divise in tre tappe. L’ultima è prevista il prossimo 6 dicembre.

“Gli scambi interculturali aiutano la crescita professionale proiettando l’Università di Bari, polo di eccellenza medico/scientifica, verso il panorama italiano e internazionale”. Esordisce così il preside della Scuola di medicina e chirurgia dell’ Università di Bari, Loreto Gesualdo, oltre che direttore del reparto di Ntefrologia, dialisi e trapianti del Policlinico di Bari e coordinatore regionale trapianti d’organo, durante la visita della delegazione filippina, il quale spiega che “Le sinergie scientifiche con gli altri Paesi aggiungono sapere a conoscenze già acquisite da mettere a disposizione della collettività che ne fa richiesta nei momenti più delicati e critici della propria esistenza. Da qualche mese – aggiunge  – la Scuola di medicina si è dotata di un Servizio di internazionalizzazione con la funzione di orientamento professionale, incremento degli scambi interculturali e multidisciplinari e la creazione di stabili relazioni con le realtà sanitarie e accademiche d’eccellenza di tutto il mondo. Nel giro di poco tempo abbiamo attivato percorsi virtuosi con le università di Albania, Polonia, Russia e Filippine’.

La delegazione filippina ha visitato la Sezione di Nefrologia, dialisi e trapianti, ed ha partecipato ad un workshop tenuto dal prof. Sabino Iliceto, direttore e docente universitario della Cardiologia dell’Università di Padova e coordinatore trapianti di cuore, e dal prof. Loreto Gesualdo. Ha inoltre visitato il reparto di Medicina nucleare guidato dal prof. Giuseppe Rubini,  per il quale ha espresso apprezzamento ‘per la dotazione tecnologica e strumentale all’avanguardia, e per la professionalità  degli operatori’, ha chiosato Rubini. Inoltre, il gruppo di medici stranieri – oltre a conoscere la realtà scientifica barese – non si è fatto mancare un viaggio nella tradizione enogastronomica e culturale pugliese.

 

 

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