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Un dormitorio per richiedenti asilo in via Scannicchio, nel quartiere Libertà a Bari. E’ la voce che sta preoccupando i residenti, è il tema di un’interrogazione all’Amministrazione Comunale inviata dai consiglieri  Francesco Parisi, Giuseppe Corcelli e Nicola De Marzo al sindaco Antonio Decaro, all’assessore al Welfare Francesca Bottalico e al presidente del I Municipio Micaela Paparella. Al centro della questione c’è il rumor sempre più persistente relativo alla destinazione di un immobile in corso di ristrutturazione, nei pressi del sottovia Giuseppe Filippo fra via Pasteur e via Brigata Regina.

“Abbiamo provveduto a chiederne conto allo stesso Sindaco Decaro (il cui unico commento, viaWhatsapp, è stato: “Ma chi le dice queste cose?”) – scrivono i consiglieri firmatari dell’interrogazione – e successivamente alla dottoressa Bottalico, assessore al Welfare; quest’ultima ha bollato l’intera storia come “fake news”, diffusa addirittura dalla scorsa estate, sottolineando che lavori del genere richiederebbero licenze, delle quali tuttavia in Comune nessuno saprebbe nulla”.

Secondo Parisi, Corcelli e De Marzo, però, gli operai impegnati nei lavori, interrogati dai residenti e dai commercianti dei dintorni, hanno confermato di essere al lavoro per un dormitorio dedicato a richiedenti asilo. Fra i responsabili del progetto, e comunque ben informato, sarebbe don Francesco Preite, direttore dell’Oratorio Centro Giovanile Redentore. Così, pur professandosi a favore dell’accoglienza di extracomunitari e richiedenti asilo, i tre firmatari chiedono “trasparenza e condivisione” in merito. “A fronte di un’Amministrazione che per il momento tace o smentisce – scrivo nella nota – pare crescere nel quartiere una tensione palpabile derivata dall’incertezza e dalla noncuranza dimostrata verso un aspetto in particolare: via Scannicchio è una strada buia, estremamente periferica e marginalizzata dal ponte di via Brigata Regina, segnata da binari ferroviari e costellata da palazzine di ex ferrovieri. Giustamente la gente chiede spiegazioni, non comprende cosa accade e teme una situazione il cui profilo va delineandosi senza che vi sia stato a monte un tavolo di programmazione che veda coinvolti i cittadini con le Istituzioni cittadine”.

Così, Parisi, Corcelli e De Marzo chiedono all’amministrazione “cosa ci sia di vero, cosa stia succedendo, in che maniera questi interventi verrebbero incontro ai conclamati annunci di un imminente restyling del quartiere Libertà. E se ci fosse qualcosa di confermato, preghiamo che ci sia la possibilità di parlarne prima che si vada incontro ad una vera e propria rottura sociale. E ribadiamolo: l’accoglienza è un dovere civico – così come la democrazia e la pluralità nelle decisioni”.

 

 


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