Blitz congiunto di Polizia di Stato e Carabinieri, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, per contrastare l’escalation di violenza legata allo scontro tra i clan Capriati e Strisciuglio. Nella mattinata di oggi sono stati eseguiti provvedimenti cautelari e fermi per due distinti omicidi, maturati nel contesto della contrapposizione armata tra le due organizzazioni. Le indagini hanno riguardato, da un lato, l’uccisione di Raffaele “Lello” Capriati, avvenuta il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, e dall’altro il recente omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso in una discoteca di Bisceglie e sono state tutte esposte nel corso della conferenza stampa organizzata in mattinata.
Per l’agguato a Capriati, figura di vertice dell’omonimo clan, sono state eseguite undici misure cautelari. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, l’uomo fu ucciso a colpi di pistola mentre era in auto, raggiunto da due sicari in moto. L’omicidio, avvenuto nel giorno di Pasquetta in una strada centrale di Torre a Mare, avrebbe segnato una rottura negli equilibri interni alla criminalità barese. Le indagini hanno inoltre fatto emergere un quadro più ampio di tensioni tra gruppi rivali, con scontri anche all’interno di locali notturni e un diffuso utilizzo di armi. Contestati, a vario titolo, anche reati legati al traffico di stupefacenti e armi. Gli inquirenti hanno documentato inoltre la capacità delle organizzazioni di mantenere contatti dall’interno del carcere, anche attraverso l’introduzione di telefoni cellulari tramite droni.
Parallelamente, sono stati eseguiti tre fermi per l’omicidio di Filippo Scavo. Si tratta di tre giovani, tra i 21 e i 22 anni, accusati di omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi, con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di ricostruire le fasi dell’agguato: dalla presenza della vittima nel locale al primo tentativo di aggressione all’esterno, fino all’irruzione nel club e all’esplosione dei colpi, seguita dalla fuga degli autori. Secondo la Dda, anche questo episodio si inserisce nella faida tra i clan, legata al controllo del territorio e delle attività illecite, in particolare il traffico di droga. Gli investigatori sottolineano la collaborazione tra forze di polizia nell’operazione, evidenziando la risposta coordinata alla recrudescenza dei fatti di sangue registrata negli ultimi mesi nel Barese.