Etica, anticorruzione e nuove progettualità sono alcuni dei temi al centro degli Stati generali dell’Università di Bari, il 22 e il 23 gennaio prossimi nel capoluogo pugliese: “Un’occasione per una riflessione di prospettiva, anche alla luce dei documenti presentati dal ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli”, ha spiegato il rettore dell’Ateneo barese, Antonio Uricchio, presentando l’evento questa mattina ai giornalisti.

Nell’occasione si è anche parlato del nuovo sito dell’Università, “Casa Uniba”, e del primo numero del 2018 della newsletter Uniba. La conferenza stampa si è tenuta negli studi della web radio dell’Ateneo che vuole mettere al centro dello sviluppo delle strategie di comunicazione proprio i suoi studenti. “Abbiamo affiancato al sito istituzionale – ha detto Uricchio – un sito friendly, interattivo, attraverso il quale dialogare con gli studenti, recependone proposte e sollecitazioni. E soprattutto offrire informazioni in modo veloce ed efficace”. Agli studenti, non solo di Scienze della comunicazione, sarà infatti affidato il timone di programmi radio, social network, e web tv. I lavori degli Stati generali, lunedì 22 gennaio alle ore 9.30, saranno aperti con i saluti istituzionali del rettore, del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, del sindaco della Città metropolitana di Bari, Antonio Decaro, e del presidente dell’Accademia pugliese delle Scienze, Eugenio Scandale.

La sessione introduttiva sarà sul tema “Sette anni dopo la legge 240/2010: Il senso della riflessione”, con le relazioni, tra gli altri, del presidente della Conferenza dei rettori, Gaetano Manfredi. Per Uricchio, si tratta di “considerare la crescita dell’Università, il consolidamento sul territorio, le progettualità che sta esprimendo in tanti ambiti: una due giorni – ha sottolineato – che è un’occasione per un confronto particolarmente ampio su alcuni temi forti, come la trasparenza, l’etica, l’anticorruzione, i percorsi formativi, il superamento dei settori disciplinari e le progettualità in favore dei nostri giovani”.

Infine, sono stati sottolineati i passi avanti dell’Università di Bari che dal disavanzo di 30 milioni di euro del 2013, ha oggi risorse per investire e viene premiata con l’assegnazione di quote aggiuntive del Fondo di finanziamento ordinario e punti organico. Questi progressi le consentono di avere una “no tax” area che riguarda diecimila studenti con nuovi corsi di studio e un importante percorso di internazionalizzazione e rientro dei cervelli da tutto il mondo. Come nel caso del professore pavese Davide Rivolta che da Londra torna per insegnare a Bari.

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