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In manette, con l’accusa di bancarotta fraudolenta, tre persone di  58, 62 e 48 anni di Veglie e Santa Cesarea Terme, rispettivamente amministratore di diritto, amministratore di fatto e commercialista di una società salentina operante nel settore della vigilanza privata dichiarata fallita nell’anno 2016 dal Tribunale di Lecce.
Dai preliminari accertamenti così avviati, è emerso da subito come i tre  si fossero già resi responsabili, come accertato nell’ambito di precedenti indagini svolte dal Nucleo di P.E.F. di Lecce, di analoghe condotte fraudolente poste in essere in qualità di amministratori di un’altra
società, anch’essa operante nel settore della vigilanza privata.
Gli approfondimenti investigativi eseguiti mediante l’analisi della documentazione aziendale, hanno evidenziato come l’amministratore di fatto e quello di diritto della società fallita, avvalendosi della partecipazione attiva del depositario delle scritture contabili, hanno posto in essere condotte  finalizzate a distrarre, mediante artifici contabili, rilevanti poste attive aziendali quantificate in oltre 10 milioni di euro, procedendo anche all’occultamento di parte delle scritture contabili, in modo tale da rendere difficoltosa la ricostruzione degli accadimenti e degli affari della società.
Inoltre, al fine di proseguire l’attività aziendale anche in epoca successiva alla dichiarazione di fallimento ed in frode ai creditori, tali soggetti hanno costituito una nuova società operante nel medesimo settore commerciale, ponendovi come legale rappresentante un loro ex dipendente, risultato essere un mero  prestanome, cui hanno trasferito tutti i contratti di vigilanza in essere con i clienti nonché l’intero compendio aziendale costituito da autovetture e beni immobili.
Al termine delle indagini, il Pubblico Ministero titolare delle indagini, ha ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’amministratore di fatto e di diritto e del depositario delle scritture contabili, per il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale, nonché il sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale della società fallita.


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