Il gup del Tribunale di Trani Angela Schiralli ha condannato i due presunti assassini dell’anziana gioielliera di Canosa di Puglia Maria Melziade, 75 anni, uccisa durante una rapina nella sua casa la sera del 17 novembre 2016.

Lorenzo Campanella, 55 anni, Francesco Scardi, 46 anni, sono stati condannati rispettivamente a 14 anni e a 10 anni di reclusione per i reati di concorso in omicidio preterintenzionale aggravato e rapina. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. Il giudice ha condannato gli imputati anche al risarcimento danni nei confronti delle parti civili, i familiari della vittima, da quantificarsi in un processo civile. Un terzo presunto complice, il 21enne Gianfranco Colucci, sarà processato a partire dal prossimo 8 giugno dalla Corte di assise.

Stando alle indagini della squadra mobile, coordinate dal pm di Trani Marcello Catalano, la donna e il marito, ex proprietari di una gioielleria nel centro di Canosa di Puglia ora gestita dalle figlie, erano appena tornati da un viaggio a Milano. Il marito era in garage mentre la signora salì in casa. Aprì la porta ai due rapinatori pensando che il marito avesse suonato il campanello e fu aggredita. Fu prima immobilizzata con del nastro adesivo e stordita dalle scariche elettriche di un taser, poi picchiata con schiaffi, calci e pugni, finendo esanime e sanguinante sul pavimento di casa. Morì in ospedale alcune ore dopo. I rapinatori riuscirono a fuggire con gioielli e denaro e furono arrestati un mese dopo.

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