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Cala rispetto al 2016, ma la spesa farmaceutica in Puglia resta ancora troppo alta e ben oltre la media italiana, mettendo a rischio anche le future assunzioni di personale nelle Asl e negli ospedali. Il rapporto Osmed dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), presentato ieri a Roma, conferma un problema atavico.

I valori più elevati di spesa per farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, infatti, si registrano in Sardegna (239,64 euro pro capite ne 2017), Puglia (227,13 euro), Campania (223,34 euro); quelli più bassi, invece, in Valle d’Aosta (139,40 euro pro capite), nella Provincia Autonoma di Trento (154,94 euro) e in Lombardia (165,79 euro), la media italiana è di 194,58 euro. Rispetto al 2016 c’è stata una riduzione davvero minima di spesa (-1%), ma allo stesso tempo una crescita dei consumi (+ 4,8%). Nel 2017 la spesa convenzionata lorda pugliese è stata di 807 milioni di euro, un calo del 3,6% rispetto all’anno prima ma causato principalmente da un abbassamento dei prezzi dei medicinali (-2,7%), mentre i consumi sono stati pressoché stabili (-0,5%). Rispetto al totale, la spesa convenzionata – cioè quella a carico del sistema sanitario – pesa per il 38,6%: è la percentuale più alta in Italia dopo l’Abruzzo (40,3%), la media nazionale è del 35,4%.  Le strutture pubbliche (Asl, ospedali) hanno speso, nel 2017, 900 milioni di euro, pari al 43,1% del totale. I pugliesi hanno messo di tasca loro per i medicinali di classe A 70 milioni di euro, mentre per quelli di classe C con ricetta oltre il doppio, 160 milioni. Le ricette emesse sono state quasi 45 milioni, le confezioni vendute oltre 85 milioni. Ancora: la spesa farmaceutica convenzionata pro capite, lorda, è stata di 204,8 euro: è vero che c’è stato un calo del 3,5% rispetto al 2016, ma è anche vero che resta tra le più alte d’Italia, fanno peggio solamente Campania (205,9 euro) e Abruzzo (205 euro), rispetto ad una media nazionale di 173,2 euro a testa. Riassumendo: la Regione è riuscita ad ottenere, tramite un giro di vite sull’acquisto dei medicinali più costosi e griffati, una riduzione della spesa farmaceutica, ma la Puglia continua a vestire la maglia nera per consumi e costi. Una situazione che mette a rischio anche le assunzioni di personale nelle Asl e negli ospedali: il ministero dell’Economia, infatti, ha legato la firma di nuovi contratti per medici, infermieri e tecnici ai risparmi ottenuti sulla farmaceutica.


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