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“L’entrata in vigore del nuovo orario treni (decorrenza da dicembre 2018) nella nostra regione ha dato luogo a una serie di disagi evidenziati anche dalle osservazioni fatte dall’assessore regionale competente al gestore della rete. Da dicembre a oggi sono stati moltissimi i treni regionali (e non) che hanno presentato ritardi anche significativi. (Alcuni utenti, ad esempio, lamentano i disagi conseguenti alle modifiche sulla tratta Molfetta-Mola)”. Il comitato pendolari pugliesi è pronto a dare battaglia contro i continui disservizi sulle linee ferroviarie. In una nota viene quindi spiegato quanto sta accadendo da qualche settimana.

“Il disagio causato dalla soppressione dei treni Frecciabianca continua a destare insoddisfazione da parte di molti utenti e i nuovi treni Alta Velocità subiscono spesso ritardi dovuti soprattutto all’arretratezza dell’infrastruttura nella nostra regione – si legge nel documento –  Al fine di non disincentivare l’uso del treno da parte dei nostri pendolari, sarebbe utile tenere conto dei disagi che tutto questo comporta nelle loro vite quotidiane. Benché sia assolutamente interessante l’idea di proporre una Carta tutto treno, che consenta ai pendolari di fruire di tutto il materiale rotabile, con un incremento di prezzo sull’abbonamento regionale, evidenziamo come vi siano fasce orarie scoperte a causa della soppressione dei treni Frecciabianca, in particolare dalle 14:00 alle 19:25. Ciò lascia privi di offerta tanti pendolari di lunga percorrenza. Non si tratta di poche persone con esigenze particolari, come spesso erroneamente evidenziato sui media, ma tutto il contrario”.

Il Comitato Pendolari Pugliesi propone dunque che la “Carta tutto treno” consenta di fruire anche dei treni alta velocità ai pendolari rimasti privi di servizio di trasporto, oppure che questi possano continuare a fruire dei treni Alta velocità recentemente introdotti, tenendo invariato il prezzo del loro abbonamento Frecciabianca.

“L’alternativa proposta, ossia quella di fruire dei treni regionali, non si può affatto ritenere valida, in quanto comporterebbe un aumento dei tempi di percorrenza quotidiani di circa 50 minuti per chi viaggi ad esempio tra Bari e Lecce, e anche molto di più per chi viaggi tra Lecce e Foggia ogni giorno. Tutto ciò sarebbe incompatibile e intollerabile per tutti i pendolari che cercano di mantenere una dignitosa qualità della loro vita”, conclude la nota.


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