Il poco personale del Giovanni XXIII continua a provocare disagi alle famiglie che, malauguratamente, si ritrovano a dover portare i loro bimbi piccoli al pronto soccorso di notte. Intendiamoci, non è colpa del personale, ma riteniamo sia arrivato il momento da parte della Regione Puglia di trovare una soluzione ad un problema che va avanti da anni e che, a quanto pare non si può risolvere con un aiuto solo nei fine settimana grazie al servizio Scap. Un medico solo di notte deve essere l’eccezione non la regola.
Raccogliamo l’ennesima denuncia su quanto accaduto pochi giorni fa ad una mamma e al suo piccolo di tre anni.
“Dalla mattina mio figlio aveva cominciato ad accusare dei dolori dove ha l’ernia inguinale – ci racconta – di sera il dolore è diventato più forte e abbiamo deciso di portarlo di corsa al pronto soccorso. Siamo arrivati alle 22 ed è stato visitato alle 2 di notte. Ci rimandano a casa dopo averci detto che l’ernia era rientrata senza molta pressione. In caso dovesse uscire di nuovo lo dovevo riportare d’urgenza. Ma è possibile che dobbiamo sempre arrivare alle urgenze? Uno scempio. Un solo medico e fuori c’erano 20 bambini. Un’altra mamma mi ha raccontato che è stata mandata a casa con una bambina di tre anni dicendo che era solo raffreddore, ed invece era bronchiolite. Questa situazione deve finire, per il bene dei bambini e dello stesso personale dell’ospedaletto che alla fine è davvero esausto”.

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1 COMMENTO

  1. […] La denuncia di una mamma a Borderline24 in merito ai disservizi del Giovanni XXIII ha fatto davvero molto discutere. La presenza di un solo medico per decine di bimbi all’ospedale Giovanni XXIII, anche in momenti di estrema emergenza come quelli che sta vivendo la Puglia in queste settimane con una incidenza di bimbi malati per influenza di molto superiore alla media nazionale,  è una di quelle “prassi” che sia il personale sia le famiglie non accettano più. Abbiamo ricevuto decine di commenti ed email a quell’articolo. Ed una sola parola accomunava tutte le riflessioni che abbiamo raccolto: “Vergogna”. […]

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