Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà venerdì mattina a Bari per partecipare al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto dedicato alla Città Metropolitana di Bari e alle province di Foggia e Barletta-Andria-Trani. L’incontro si terrà alle ore 10 nella sede della Prefettura del capoluogo pugliese e vedrà la partecipazione del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, oltre ai prefetti, ai vertici provinciali delle procure, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco. Al tavolo prenderanno parte anche i rappresentanti dei Comuni capoluogo, della Città Metropolitana di Bari e delle Province coinvolte. Il vertice arriva in un momento segnato da forte attenzione sul fronte sicurezza in Puglia, tra episodi di criminalità, violenza urbana e recenti operazioni antimafia condotte soprattutto nel Foggiano.
Il susseguirsi di episodi criminali in Puglia già era finito in mattinata al centro di una richiesta da parte del Movimento 5 Stelle a cura dei deputati Leonardo Donno e Alfonso Colucci, che parlano di un “allarme sicurezza” diffuso in diversi territori della regione. Per questo era stata richiesta la presenza dello Stato. Particolare preoccupazione viene espressa per il territorio Foggiano, anche alla luce della recente operazione congiunta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Procura di Foggia, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, contro la criminalità organizzata legata alla “Società foggiana”. Nella nota diffusa dai deputati pentastellati vengono richiamate anche le recenti dichiarazioni del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo sulla situazione nel territorio, definite “l’ennesima sirena d’allarme” che evidenzierebbe la necessità di una presenza più forte dello Stato.
Secondo Donno e Colucci, alla situazione si aggiungerebbe anche una carenza di organico denunciata dal SIAP, in particolare nei reparti investigativi. Da qui la richiesta al governo di rafforzare i presìdi di sicurezza, aumentare le assunzioni nelle forze dell’ordine e potenziare le attività preventive e investigative attraverso una strategia condivisa con prefetture, questure ed enti locali. “Lo Stato non può e non deve lasciare soli i cittadini”, concludono i due parlamentari.