Cinquanta euro per un voto, cinque euro in più per ogni persona che si porta insieme. O ancora: un voto in cambio del posto da rappresentante di lista. O ancora se non si può andare a votare basta “inviare carta di identità e tessera elettorale” per esprimere una preferenza “comandata”. Sempre sotto pagamento.

I social si stanno riempiendo di queste denunce, alcune segnalazioni sono arrivate anche in questura ma mai in forma ufficiale, mai sottoforma di denuncia. Eppure le voci si fanno sempre più insistenti e riguardano soprattutto i rioni Ceglie, Carbonara e Libertà. Anche se si estendono un po’ ovunque.

Un fenomeno contro il quale si scaglia apertamente anche il sindaco Antonio Decaro, candidato alle prossime elezioni per il centrosinistra. Alcune segnalazioni infatti – come riporta lo stesso Decaro – riguarderebbero proprio promesse di soldi per voti a suo favore.

“Capita ad ogni tornata elettorale, puntualmente: qualcuno decide di denunciare sui social di aver ricevuto offerte in danaro per votare questo o quello – scrive Decaro su Facebook – quando  mi succede di intercettare questo tipo di messaggi faccio sempre la stessa cosa: scrivo al cittadino che una denuncia vaga su Facebook non serve a nulla se non ad alzare polveroni e ad alimentare chiacchiere. E mi propongo di accompagnarlo in procura a denunciare la persona che ha provato a comprare il suo voto. Purtroppo nessuno risponde positivamente”.

“Attenzione – continua – perché il voto di scambio a volte si nasconde in manovre più occulte rispetto alla spudorata offerta di danaro. Cinque anni fa, per esempio, venni a sapere di alcuni rappresentanti di lista a cui era stato promesso un compenso per il loro servizio (cosa lecita, intendiamoci). Ma in quel caso sembrava esserci il sottinteso fine di ottenere il loro voto. Ebbene, non sapevo se fosse vero ma non ebbi alcun rimorso a far cambiare immediatamente tutti i rappresentanti di quella lista. Persi probabilmente dei voti, ma guadagnai tranquillità per la mia coscienza di uomo delle istituzioni.  Rinnovo quindi il mio appello. Se venite in contatto con persone che vi promettono soldi o favori in cambio di voti, non esitate, qualunque sia il loro partito, qualunque sia il loro candidato: denunciateli. Ma non solo su Facebook o su Twitter. In procura”.

Bif&st 2019 Bari
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2 COMMENTI

  1. Da qui al 26 maggio è facile aspettarsi denunce vere o presunte fatte al solo scopo di guadagnare (gratis?) le pagine dei giornali fuori dagli spazi elettorali a pagamento.

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