Sono 67 i comuni pugliesi al voto il prossimo 26 maggio, con eventuale turno di ballottaggio, per quelli che hanno una popolazione superiore a 15 mila abitanti, il 9 giugno. Un appuntamento politicamente significativo poiché è coinvolta una percentuale di Municipi di poco superiore al 25% del numero complessivo. In Puglia, infatti, ci sono in tutto 257 Comuni.

Tre i capoluoghi di provincia chiamati alle urne, tra cui Bari, il capoluogo di regione (dopo Firenze è il comune italiano più popoloso che si recherà al voto). Ma molto importanti sono anche le consultazioni negli altri due capoluoghi: Foggia e Lecce. A Bari sono in campo sei candidati a sindaco: Antonio Decaro, il primo cittadino uscente del centrosinistra; Pasquale Di Rella, civico, sostenuto dal centrodestra; Elisabetta Pani, del Movimento Cinque Stelle; Irma Melini, ex Forza Italia, civica; Sabino De Razza, per Baricittaperta, lista della Sinistra; Francesco Corallo per il Partito dei Pensionati. In tutto sono 24 le liste in campo (11 per Decaro, 9 per Di Rella, una ciascuna per gli altri quattro aspiranti alla massima carica).

A Foggia il centrodestra schiera il sindaco uscente Franco Landella (sette liste), il centrosinistra ha scelto Pippo Cavaliere, presidente della Fondazione antiusura Buon Samaritano (6 liste), il Movimento Cinque Stelle candida a sindaco Giovanni Quarato. Infine ci sono due candidati civici, Giuseppe Mainiero, ex Fdi, e Giuseppe Pertosa, ex Forza Italia (due liste). In tutte e tre le principali città pugliesi che vanno al voto il centrodestra ha scelto il proprio candidato sindaco con le primarie di coalizione, anche a Foggia dove aveva il sindaco uscente. Il centrosinistra ha scelto, invece, i due sindaci uscenti (Decaro e Salvemini) di Bari e Lecce.

Tra gli altri comuni sopra i 15 mila abitanti che vanno al voto ci sono Corato, Putignano, Rutigliano, Gioia del Colle, in provincia di Bari; Copertino, in provincia di Lecce; Mesagne e Ostuni, in provincia di Brindisi; Lucera, Ortanova, San Giovanni rotondo, Torremaggiore e San Severo, in provincia di Foggia. C’è un solo comune sciolto per mafia che torna al voto dopo il commissariamento straordinario: è Parabita, in provincia di Lecce.

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