E’ stata presentato nella sala giunta di Palazzo di Città il cartellone della nuova stagione comunale di prosa e danza che dopo 9 anni torna ad animare il teatro Piccinni. “Finalmente, a partire da metà dicembre, la prosa ritroverà la propria casa naturale, anche se stiamo lavorando per riaprire il teatro già il 6, giorno di San Nicola, per inserire l’evento nel cartellone del prossimo Natale. I lavori, infatti, sono terminati da tempo e ora stiamo ultimando le procedure per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie”, ha commentato il sindaco Antonio Decaro.

In cartellone tre esclusive ragionali – “Madre Courage”, “Skianto” e “Poyo Rojo” – e, in prima nazionale, il debutto del Gabbiano “Chayka” di Licia Lanera, un’artista straordinaria che seguo da sempre e di cui apprezzo particolarmente la scelta russa a cui sono legata per formazione. Fuori abbonamento altri appuntamenti importanti con Pif impegnato in un testo di Piccolo e “La nave dolce”, uno spettacolo che ricorda l’arrivo della Vlora nel porto di Bari nel ‘91.

“Dopo il saluto a Ines Pierucci e l’augurio per il mandato come sfida culturale, entro nel merito di alcune chicche di questa proposta teatrale e di danza – ha dichiaratoGiulia delli Santi -. Essere non solo al Piccinni ma anche in altri teatri, seppure solo per alcuni spettacoli, è stata una volontà precisa. Grande attenzione nella stagione è riservata alle novità internazionali, “Amadeus”, per la regia di Konchalovsky, oppure Un Poyo Rojo, due performativi incredibili che mettono in scena con ironia il corpo e l’amore. La penna di Mattia Torre, morto qualche giorno fa, giovanissimo,  per Geppi Cucciari; da sottolineare anche l’attenzione alle regie teatrali, una fra tutte cito Leo Muscato, originario di Martina Franca e ora apprezzato in molti teatri lirici italiani; il ritorno di Ferdinando, di Silvio Orlando, di Pippo Delbono , ancora una volta con uno spettacolo pensato e dedicato per e ad uno dei suoi attori (Bobò, forse uno degli attori più intimamente legato al regista, incontrato 22 anni fa nel manicomio di Aversa, sordomuto e analfabeta). Una stagione straordinaria che in soli cinque  giorni di prelazione ha portato la conferma di conferma di 600 abbonati”.

“Ci tenevo ad essere presente in questa occasione per molti motivi – ha concluso Giuseppe d’Urso – intanto per  la vicinanza del nostro ente al Comune di Bari dal punto di vista culturale, per le dinamiche che questa Amministrazione riesce ad attivare e perché rappresenta per tutta la regione un vero e proprio laboratorio di idee, di situazioni, luoghi e innovazione, di progettualità per la propria città senza trascurare le periferie, argomento che a me sta molto a cuore. Quando una comunità si riappropria di un luogo del cuore, in questo caso il Teatro Piccinni, l’azione diventa un momento alto, importante per la comunicazione di intenti e di valori tra cittadini. Un fatto significativo che salda i legamenti, la rete con tutti gli altri teatri della città. Così facendo iene affermato il valore educativo del teatro, un momento di crescita, divertimento, di dialogo corale e attento”.

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