«Dal gennaio 2016 la Regione Puglia ha condotto 3 monitoraggi sulla fascia di 30 chilometri che rappresenta la “trincea” a difesa dell’avanzata del batterio. Il quarto è appena iniziato». Lo afferma il direttore del dipartimento Agricoltura della Regione, Gianluca Nardone, che in una nota fornisce i numeri dei 3 monitoraggi: «oltre 490.000 celle ispezionate; 520.000 analisi di laboratorio; 5.731 piante trovate infette di cui 5.130 abbattute. Ne restano da abbattere, quindi, circa 600 che, secondo il piano di intervento, saranno tagliate entro i prossimi 30 giorni».

«Ogni monitoraggio – aggiunge – prevede la suddivisione del territorio in quadrati con lato di 100 metri nei quali procedere ad ispezione visiva e raccolta delle piante da inviare ai laboratori. E’ opportuno ricordare che la stagione commissariale si chiudeva con l’avvio della procedura di infrazione con cui la commissione UE denunciava l’Italia per non aver condotto adeguato monitoraggio oltre che per tardivi abbattimenti».

«Nella procedura d’infrazione avviata il 10 dicembre 2015 – aggiunge – la Commissione Europea imputa all’Italia/commissario la »mancata predisposizione di un programma sistematico di monitoraggio« evidenziando che solo l’1% dei quadrati/celle era stato monitorato». Per Nardone, «il cambio di passo avviene proprio grazie alla Regione Puglia a partire dal gennaio 2016, che ha realizzato e ripetuto 3 volte un monitoraggio colossale del tutto rispettoso delle regole europee».

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