Addio al superticket sanitario in Puglia e in tutta Italia. L’annuncio è del ministro della Salute, Roberto Speranza. Questa “tassa” è stata introdotta nel 2011 con la Legge di Stabilità. Prevede il pagamento di un surplus fino a 10 euro per le ricette di medicinali e fino a 72 euro per visite ed esami.

“L’obiettivo del governo –  spiega Speranza –  è superare progressivamente il superticket che aumenta le discriminazioni e le diseguaglianze tra i territori e nei territori. Il suo superamento costa 550 milioni, ma visto che 60 sono già stati messi l’anno scorso, ci vogliono 490 milioni, per i quali vanno trovati stanziamenti extra”.

Le associazioni dei consumatori plaudono all’iniziativa del Governo ed invitano ad accelerare i tempi.  “I superticket sanitari – dice il Codacons – oltre a rappresentare un ingiusto costo a carico degli utenti della sanità, determinano pesanti disuguaglianze tra cittadini i quali, a parità di trattamento sanitario, subiscono aggravi di costi diversificati a seconda del luogo di residenza. In alcuni casi i costi delle prestazioni, a causa di tale balzello, risultano più elevati nella sanità pubblica, spingendo gli utenti a rivolgersi a cliniche e strutture private”.

Il superticket si paga integralmente in 9 regioni: Puglia, Abruzzo, Liguria, Lazio, Molise, Campania, Calabria, Sicilia e Lombardia. Non si paga invece in Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Valle D’Aosta e Piemonte. In tutte le altre è previsto in maniera proporzionale al valore della ricetta oppure proporzionalmente al reddito.

Altro problema è quello della mancanza di medici. In Puglia, secondo le stime, mancano 498 medici per Medicina generale/urgenza, 216 per Pediatria, 78 per Medicina interna, 93 per Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva, 97 infine per Chirurgia generale.

 

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