Ispezione al siderurgico ArcelorMittal, delegata dalla Procura, dei Carabinieri del Noe di Roma, del Nucleo sicurezza sul lavoro e del Comando provinciale, nell’ambito delle indagini avviate dopo l’esposto dei commissari.

Lunedì c’era stata una ispezione della Finanza negli uffici, con sequestro di documenti, supporti informatici e cellulari. L’ispezione dei Carabinieri, già programmata dal procuratore Carlo Capristo, è concentrata su “un attento controllo dell’area a caldo”, per accertare se c’è stato depauperamento delle materie prime, se sono state eseguite manutenzioni o se gli impianti rappresentano un pericolo per i lavoratori, poi una verifica complessiva (parchi minerali, nastri trasportatori, cokerie, agglomerato, altiforni, acciaierie in genere). Uno scambio di atti in ‘sintonia’ è avvenuto tra le Procure di Taranto, che indaga per distruzione di mezzi di produzione e appropriazione indebita, e quella di Milano, che procede per distrazione di beni dal fallimento e aggiotaggio informativo.

Intanto si muove qualcosa con i colloqui tra politica, parti sociali e azienda. “Con ArcelorMittal si può iniziare a trattare se l’azienda annuncerà la sospensione della procedura di revoca dal contratto sull’ex Ilva avviata in tribunale”. Lo avrebbe ribadito il premier Giuseppe Conte al tavolo del Consiglio dei Ministri, parlando dell’incontro previsto nelle prossime ore con i vertici di Mittal.

Sul punto – spiega un ministro – si sarebbero tutti detti d’accordo come anche sull’impossibilità di trattare se verrà ribadita la richiesta di 5000 esuberi. Al tavolo, si è concordato, siederanno con Conte i ministri Stefano Patuanelli e Roberto Gualtieri, per confrontarsi non solo con Lakshmi e Aditya Mittal, ceo e cfo del gruppo Mittal, ma anche con l’amministratore delegato in Italia, Lucia Morselli.

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