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L’innovazione tecnologica degli ultrasuoni fa bene alla filiera olivicola-olearia. Lo provano i risultati di una ricerca scientifica condotta sul campo durante l’annata olearia 2017/18 insieme all’Istituto nutrizionale Carapelli.
L’Università di Bari è stata presente sia con il Dipartimento di Farmacia e Scienze Farmaceutiche, sia con il Dipartimento Interdisciplinare di Medicina per la parte di ricerca tecnologica, mentre l’Università di Firenze ha partecipato tramite il Dipartimento Neurofarba per la parte relativa alla caratterizzazione analitica del profilo sensoriale e nutrizionale. L’Istituto nutrizionale Carapelli, nato nel 2001 come centro studi promotore di ricerche scientifiche nell’ambito dell’olio e dopo aver ottenuto nel 2004 riconoscimento di Onlus dotandosi di un comitato scientifico costituito da alcuni degli studiosi del settore più rilevanti a livello internazionale, con questo studio torna ad investire risorse in campo di ricerca scientifica.
La ricerca scientifica, presentata oggi nel corso di un evento a Firenze, presso il Centro Congressi S. Apollonia, ha coinvolto alcuni frantoi pugliesi e ha studiato l’impiego degli ultrasuoni combinati con lo scambio termico per lo sviluppo della prima tecnologia che consentirà ai frantoiani di aumentare la resa senza rinunciare alla qualità nutrizionale, sensoriale e salutistica del prodotto. Questa innovazione, di tipo radicale, vedrà scomparire l’obsoleta gramola dai moderni frantoi e consentirà di ridurre le perdite di olio nella sansa innalzando le rese di produzione, offrendo una soluzione impiantistica sostenibile e in grado di garantire il giusto reddito ai produttori.

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