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L’integrazione delle comunità Rom, Sinti e Caminanti è al centro delle politiche sociali del Comune di Bari. Secondo i dati territoriali la popolazione RSC presente nel capoluogo pugliese è pari a circa 221 persone. Si tratta in netta prevalenza di famiglie di Rom, quasi tutti cittadini romeni, che vivono in città anche da più di 15 anni. Due i campi, uno autorizzato e uno tollerato. Il primo è quello di Santa Teresa, a Japigia, che esiste dal 2000. È allestito su un terreno donato dall’amministrazione comunale e oggi ospita 151 persone, di cui circa il 25% minorenni. Il secondo è quello di Santa Candida, fra i quartieri Poggiofranco e Carbonara. Esiste dal 2002 e ospita 62 persone, per lo più cittadini romeni e bulgari. I minori rappresentano il 30% del totale.

Per questo torna a riunirsi, martedì 14 gennaio, negli uffici dell’assessorato al Welfare in piazza Chiurlia, il tavolo di lavoro del Piano d’azione locale – PAL per l’integrazione delle comunità Rom, Sinti e Caminanti, promosso dall’assessorato al Welfare con il coinvolgimento della rete territoriale che da anni lavora su questi temi.

Il PAL consiste in un piano integrato e capillare per l’inclusione nel tessuto sociale della popolazione Rom, Sinti e Caminanti articolato su quattro assi portanti – istruzione, lavoro, salute e abitazione- con l’obiettivo di promuoverne concretamente la parità di trattamento e l’inclusione economica e sociale.

All’attuazione e aggiornamento del piano, accanto al Comune di Bari, lavorano associazioni di volontariato, laico e cattolico, del privato-sociale, referenti delle principali comunità Rom e diverse istituzioni, tra cui Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ASL Bari, Tribunale dei minori, Provveditorato, Consolato della Romania e scuole e, da quest’anno, anche l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) del Dipartimento Pari Opportunità, nell’ambito delle azioni di sistema previste dal PON Inclusione 2014/20.

Il lavoro avviato dal Comune di Bari, una delle prime città in Italia ad intraprendere questo percorso, si svolgerà  in rete con sette Città metropolitane – Catania, Cagliari, Genova, Messina, Milano, Napoli, Roma – quasi tutte chiamate a redigere per la prima volta il Piano di Azione Locale, che comprenderanno specifici modelli di gestione finalizzati alla partecipazione delle persone Rom, Sinti e Camminanti alla vita sociale, politica economica e civica.


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