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«Sono io il molestato. Ho respinto le pressanti avance. E ho compreso per l’invadenza di essere davanti a soggetti pericolosi». È quanto afferma Francesco Bellomo, l’ex consigliere di Stato destituito dopo le accuse mosse nei suoi confronti da alcune studentesse partecipanti al corso di preparazione per il concorso in magistratura della scuola da lui gestita, in un video e una lettera inoltrati al quotidiano ‘Liberò dopo alcune trasmissioni televisive sul suo caso. Nell’inchiesta milanese sulla vicenda le accuse nei confronti di Bellomo sono state archiviate, mentre è ancora indagato a Bari.

«Da tempo non poche trasmissioni televisive organizzano sul mio conto vere e proprie esecuzioni di piazza, all’insegna del disinteresse per la verità, con la complicità di narratrici di comodo, e improvvisati opinionisti, nei cui discorsi si fa fatica ad intravedere un barlume di pensiero logico – sottolinea Bellomo come riferisce ‘Liberò – Io sono certo di non avere fatto alcunché di sbagliato e vorrei dimostrarlo laddove vi sono persone e regole a ciò competenti, conscio che, se la giustizia dei tribunali è imperfetta, non ne esiste una migliore. Dopo due anni di silenzio, e di sofferenza della mia famiglia, mi sono risolto a replicare con lo stesso mezzo, ma diverso metodo».


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