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In Puglia negli ultimi 10 anni sono andati persi 21mila ettari di frutteto (-26%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia divulgata in occasione del cinquantesimo anniversario della Giornata mondiale della terra. «Servono un impegno di filiera e una visione strategica per salvare il frutteto pugliese», dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, sottolineando che «sono stati letteralmente ‘mangiatì 162mila ettari di suolo in Puglia per colpa della cementificazione e dell’abbandono e per la grave mancanza di programmazione e valorizzazione del ruolo di chi vive e lavora sul territorio».

«La tropicalizzazione del clima, con eventi estremi come nubifragi, grandinate e trombe d’aria che si alternano a lunghi periodi siccitosi e la cementificazione selvaggia – aggiunge Benedetta Liberace, leader di Coldiretti Giovani Impresa Puglia – hanno causato una percentuale di suolo consumato che si attesta su valori compresi tra l’8% e il 10%, una delle più alte d’Italia, indebolendo e impoverendo un territorio già fragile e privando noi giovani coltivatori della possibilità di crescere imprenditorialmente e investire in un futuro agricolo concretamente basato sullo sviluppo rurale».

«In gioco – conclude Coldiretti – c’è una filiera allargata che garantisce l’approvvigionamento alimentare in Puglia grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di cinquemila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica con l’emergenza Covid 19 che ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti».


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