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L’estate balneare pugliese si gioca sulle distanze, pochi metri a dividere task force e imprenditori: gli esperti vorrebbero imporre almeno 4,5 metri tra un ombrellone e l’altro e 5 metri tra una fila e l’altra; i gestori dei lidi sono disposti a non andare oltre i 3 e 3,5 metri. In realtà, in ballo non c’è solamente una stagione estiva, bensì il destino di circa 3.500 stabilimenti e oltre 60mila posti di lavoro.

Gli imprenditori sono in attesa di ricevere dal professore Pierluigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force pugliese, la bozza del “manuale della ripresa”, come lo ha definito lo stesso Lopalco. Ma la questione, ormai, gira tutta attorno a queste “benedette” distanze. “I lidi pugliesi – spiega Giuseppe Mancarella, rappresentante della Cna Balneatori Puglia – sono tutti medio-piccoli, sono pochissime le strutture che possiamo definire grandi. Abbiamo fatto delle proiezioni e se ad uno stabilimento con 80 ombrelloni e sdraio imponi una distanza di 5 metri significa che potrà aprire solamente 20-25 ombrelloni. Con questi numeri non riusciamo a pagare nemmeno il servizio salvataggio, a quel punto certamente è meglio restare chiusi”. I gestori restano alla finestra: “Attendiamo il premier Conte, attendiamo la Regione, attendiamo gli esperti della task force – prosegue Mancarella – aspettiamo di leggere questa bozza. Ma abbiamo già fatto alcuni incontri in videoconferenza, quello che avevamo da dire lo abbiamo detto. Le proposte sono state fatte, ora vediamo cosa succede. I conti, però, è facile farli: rinunciare a 60 ombrelloni su 80 è anti economico, non potremmo permetterci di garantire i servizi. Un lido di queste dimensioni ha, mediamente, 20 dipendenti, solamente il servizio salvataggio costa circa 6mila euro”. L’alternativa sarebbe aumentare a dismisura i prezzi d’ingresso ma non è una strada percorribile perché sarebbe un grosso disincentivo per turisti e amanti del mare. “Quello che non riusciamo a capire – conclude Mancarella – è come sia possibile che a noi, che gestiamo strutture all’aperto, ci vogliono imporre una distanza di cinque metri, mentre sui mezzi di trasporto – ad esempio – basta un metro? Qual è la logica?”. Più passa il tempo in assenza di indicazioni sul distanziamento anti-Covid nei lidi, più aumenta il pessimismo dei concessionari, molti dei quali, in Puglia meditano di non aprire se le condizioni dovessero essere realmente queste.

“Se ci dicono che dobbiamo tenere gli ombrelloni a cinque metri, il 90% dei lidi non aprirà in Puglia”, evidenzia il sindacalista. Nel Salento, ad esempio, le spiagge sono poco profonde, mediamente intorno ai 16-17 metri. Uno stabilimento con 70 metri di battigia e 15 metri di profondità potrebbe avere, a conti fatti, solo una ventina di ombrelloni, troppo pochi per sperare di non soccombere finanziariamente.

Se il nodo delle distanze dovesse essere risolto, come andremo a mare questa estate? Ecco qualche primo dettaglio: per i dipendenti dei lidi sarà obbligatorio indossare mascherine e guanti, con controllo quotidiano della temperatura. Si farà la sanificazione quotidiana delle strutture, ogni lettino e ombrellone sarà “sterilizzato” almeno una volta al giorno e, comunque, ad ogni utilizzo da parte di persone diverse. Prevista la chiusura di tutte le zone di aggregazione: piscine, aree giochi, piste da ballo, campi da calcio, pallavolo. Unica eccezione riguarderà bar e ristoranti, ma dovranno essere rispettate anche in questo caso le regole del distanziamento sociale, quindi tavolini ad almeno due metri di distanza l’uno dall’altro, ingressi contingentanti. “Anche sui ristoranti, molti di noi stanno pensando di non aprirli perché con gli spazi ridotti riusciremmo a ricavare pochissimi posti e non riusciremmo a coprire i costi di gestione”, ammette Mancarella. Nei bar si potrà entrare massimo due per volta e seguendo percorsi prestabiliti, mantenendo la distanza di un metro nella fila. Ci sarà un tetto massimo di ingressi in base alla grandezza della struttura; e sarà vietato passeggiare liberamente sulla sabbia tra gli ombrelloni: verranno installante delle passerelle esterne per raggiungere il bagnasciuga e le altre zone dei lidi.


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