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Bari, code e assembramenti all’Ikea: “Inconcepibile, più controlli nel weekend”

Pubblicato da: redazione | Mer, 20 Maggio 2020 - 06:30

La ripresa post lockdown da coronavirus preoccupa i sindacati. Lunedì, 18 maggio, centinaia di clienti si sono riversati nel primo giorno di riapertura del punto vendita Ikea di Mungivacca tra le lunghe code, procedure di controllo della temperatura e traffico nei parcheggi.

“Il distanziamento sociale non è sempre garantito – scrive la Cgil di Bari, categoria commercio – sia che si parli di clienti che di lavoratori. In alcune realtà si controlla la temperatura corporea all’ingresso e in altre no, il numero di clienti che possono accedere contemporaneamente alle singole strutture non è ben definito, non c’è dispersione degli assembramenti nei negozi”.

“Già al termine della prima giornata di apertura delle strutture commerciali in molte si è registrata l’incapacità dei vertici nel gestire il flusso dei clienti ed il rispetto dei protocolli di sicurezza. La libera interpretazione delle direttive ha generato regole difformi tra un’azienda e l’altra con conseguente confusione tra i consumatori e seria preoccupazione tra i lavoratori del settore”.

“Chiediamo maggiore rigore e coerenza oltre che rispetto dei lavoratori – dichiara Antonio Miccoli Segretario Generale Filcams CGIL BARI – fino ad una settimana fa i lavoratori del commercio erano annoverati tra gli eroi nazionali per il lavoro svolto durante la fase 1 ma con la fase 2 si ritorna alla triste normalità con totale assenza di rispetto e addirittura lamentele e rimproveri nei confronti dei lavoratori per le attese e per le code”.

“Sia nelle piccole che nelle grandi realtà food e non food sono stati segnalati comportamenti non in linea con quanto previsto dagli accordi e dai protocolli di sicurezza, continua Miccoli, in queste stiamo ricevendo foto che ritraggono situazioni avvilenti con code e assembramenti anche in strutture come Ikea o catene di abbigliamento totalmente impreparate a gestire il flusso di consumatori. Se si rallenta l’ingresso ma non si sollecita l’uscita si creano di fatto e code e malcontento all’esterno e assembramenti nel punto vendita: è evidente che l’obiettivo di questo tipo di gestione non sia la sicurezza comune ma solo recuperare quanto più possibile delle vendite perse nei mesi precedenti”.

“Alla lecita preoccupazione dei lavoratori in questo confuso scenario ci uniamo chiedendo con forza più severi e frequenti controlli nelle aziende da parte organi preposti: è necessario far rispettare le regole previste, è necessario un intervento costante sul settore per il bene di tutti”, conclude Miccoli.

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