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Per proseguire sulla linea prudente del rispetto delle normative anti-pandemia, i vescovi pugliesi, con una nota, hanno informato la comunità ecclesiale della regione che si potranno celebrare le feste tradizionali con le messe ma non con processioni e cortei, considerati pericolosi per la naturale predisposizione agli assembramenti.

«Noi Vescovi – prosegue il documento – esprimiamo gratitudine per la generale adesione responsabile alle indicazioni proposte dall’autorità governativa a salvaguardia della salute di tutti. Fra le norme che abbiamo osservato alcune hanno riguardato aspetti importanti della nostra vita di fede, come la possibilità di celebrare insieme l’Eucaristia e di manifestare la nostra devozione con feste e processioni: sono state privazioni pesanti, ma che abbiamo vissuto consapevoli della eccezionalità del momento e dell’attuale posta in gioco». «La gravità della situazione – spiegano ancora i vescovi – impone ancora molta prudenza e un grande senso di responsabilità, per evitare di vanificare gli sforzi fatti finora».

Quindi le indicazioni per le prossime feste liturgiche con l’indicazione che «esse si limitino alle sole celebrazioni liturgiche, secondo le indicazioni date dagli uffici diocesani competenti. Non sarà possibile, nel rispetto della norma del distanziamento, organizzare processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre, fiaccolate o momenti di preghiera che rischiano di creare assembramenti». «Considerando infatti la facilità con cui nelle processioni e negli altri momenti delle nostre feste ci sono assembramenti di persone nei quali non è possibile assicurare il distanziamento, sarebbe una grave mancanza di attenzione – rilevano – nei confronti della salute del nostro popolo trasformare le celebrazioni in drammatico momento di diffusione del contagio e di dolore. Il vivo senso di responsabilità che ci anima, ci spinge anche a vivere questi momenti di festa con maggiore sobrietà e attenzione alle povertà accentuate dalla pandemia, manifestando la solidarietà delle nostre comunità attraverso gesti significativi di condivisione». L’invito finale è a proseguire sulla strada dalla responsabilità, riservando devozione «alla protezione della Beata Vergine Maria, affidando alle sue cure materne le nostre comunità e in particolare coloro che anche nella nostra Regione sono stati colpiti da questo terribile contagio».


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