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In media, ogni famiglia italiana ha subìto perdite economiche per 1.300 euro a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. È quanto emerge da un’indagine condotta da Altroconsumo su un campione di più di mille soggetti e relativa al peso che la pandemia ha avuto e continua ad avere sui bilanci degli italiani. Dati che raccontano di una perdita complessiva per le famiglie pari a 33,4 miliardi di euro fino al mese di maggio 2020 e che graverebbero, in particolare, sul 69% dei nuclei.

Si parte dall’analisi delle perdite legate all’attività professionale dei membri della famiglia, che si attestano, in media, a 1.875 euro e che gravano su chi dichiara di aver subìto una riduzione dei propri introiti (32%), su chi risulta essere momentaneamente inattivo, perché in cassa integrazione o a causa della chiusura della propria attività (25%) e su chi dichiara di aver definitivamente perso il lavoro (8%). Un italiano su 3, inoltre, ha paura di perdere il posto di lavoro nei prossimi dodici mesi e in molti prevedono una riduzione delle proprie prospettive di carriera all’interno dell’azienda in cui sono attivi o, in generale, una riduzione delle proprie opportunità sul mercato del lavoro. Numeri a cui si aggiungono quelli relativi alle perdite subìte dalle famiglie in virtù della cancellazione di eventi culturali, sportivi, familiari e turistici.

La perdita o sospensione del lavoro e la riduzione degli stipendi sono causa, inoltre, di gravi difficoltà anche nel far fronte alle spese basilari legate alla vita quotidiana. Basti pensare che tra le famiglie che possono contare su dei risparmi, due su tre li hanno dovuti utilizzare (35%) o pensano di doverlo fare nel prossimo futuro (32%) per coprire le spese correnti. In particolare, il riferimento è alla difficoltà di sostenere spese come bollette (per il 17% delle famiglie) o generi alimentari (per il 9%). A preoccupare sono anche le spese legate alla salute, difficili da coprire per il 21% delle famiglie italiane. Tra le difficoltà principali, anche quelle relative al pagamento delle rate dei mutui (per l’11% dei nuclei) e dei prestiti (17%).

Solo l’8% delle famiglie italiane ha fatto richiesta di sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa e di queste soltanto il 26% è riuscito ad ottenerla. Per quanto riguarda gli altri prestiti personali e i finanziamenti, la situazione è più critica, in quanto solo il 15% di chi ne ha richiesto il congelamento alla banca o alla finanziaria è riuscito ad ottenerlo, mentre quasi il 30% ha ricevuto un rifiuto; in attesa di risposta il 57% dei richiedenti.

In questa situazione di grave difficoltà, il governo ha messo a disposizione una serie di forme di sostegno economico volte a supportare gli italiani che ne hanno bisogno. Ben il 45% degli intervistati dichiara che la propria famiglia ne ha fatto richiesta. Quasi un quarto dei rispondenti ha chiesto il bonus di 600 euro per i lavoratori autonomi, erogato nel 57% dei casi, mentre il 18% ha richiesto i buoni per far fronte alle spese alimentari. Per quanto riguarda gli altri tipi di sussidi, il 6% dei soggetti ha richiesto il prestito fino a 25.000 euro per microimprese, artigiani e commercianti.


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