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Domani, mercoledì 8 luglio, i gestori e gli operatori dei Centri diurni e delle Rsa aderenti alla Fmpi Sanità si riuniranno sotto la sede del palazzo della Regione Puglia (dalle 10.30 – via Gentile, 52 Bari) per consegnare le chiavi delle proprie strutture. Un gesto simbolico che, tuttavia, racchiude le preoccupazioni di un settore messo in ginocchio dall’emergenza covid e dalle lungaggini amministrative della Regione Puglia.

“Centri diurni e RSA sono ormai destinati a una drammatica crisi in termini economici e istituzionali”, spiega il presidente nazionale del settore Sanità della Federazione Medie e Piccole Imprese (FMPI) Alessandro Saracino. “Assistiamo ormai da lunghi mesi all’emanazione di farraginose disposizioni e delibere regionali che portano sempre più nel baratro le aziende di settore, imponendo regole organizzative e strutturali inutili, in termini di sicurezza, per gli assistiti e gli operatori e che pregiudicano inesorabilmente la sopravvivenza delle stesse strutture”.

Una delle storture che più pesa sui centri diurni per disabili è il trasporto sociale, situazione che si è aggravata con l’emergenza covid.  “Le strutture – precisa –  non sono tenute a effettuare il servizio di trasporto, ma sino a ora l’Asl non si è fatta carico della necessità che invece è di sua competenza.  Inoltre regolamenti regionali hanno imposto alle aziende del settore socio sanitario l’introduzione di alcune figure riducendo drasticamente, invece, il numero degli educatori professionali e degli psicologi. In più gli stessi regolamenti hanno imposto adeguamenti strutturali e tecnologici di grande rilievo da un punto di vista dell’impegno economico ma senza misure compensative”. “Dunque, i ritardi nella conversione dei posti e nell’adeguamento tariffario relativi alle nuove figure professionali come medici specialisti, infermieri (peraltro introvabili perché assorbiti dal Pubblico durante il clou dell’emergenza covid) e fisioterapisti hanno reso la situazione lavorativa ed economica insostenibile”.

La Regione Puglia ha imposto alle RSA la realizzazione di veri e propri reparti Covid all’interno delle strutture con costi aggiuntivi per la tutela degli operatori e degli utenti. “Ciò che è più importante evidenziare – dice il presidente del settore Sanità della FMPI –  è che la Regione Puglia non ha tenuto conto che queste disposizioni mettono a rischio di contagio sia gli assistiti che gli operatori”.

“Dopo mesi di istanze, mirate a chiedere un confronto su questi importanti temi, al Dipartimento Welfare e Sanità della Regione Puglia i gestori delle strutture sono ormai allo stremo delle forze economiche e umane. Ecco perché domani manifesteremo l’impossibilità di continuare a lavorare in questo clima di incertezza e assenza di dialogo su temi così delicati come la salute pubblica e la tutela dei disabili. Per salvaguardare gli assistiti, ma anche i diritti e i posti di lavoro – conclude Saracino –  i gestori associati a Fmpi Sanità sono pronti a ricorrere ai tribunali nella speranza che una auspicabile soluzione pacifica con la Regione possa permettere di tornare a operare con serenità nel bene di tutti”.


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