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“Precludere l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, come previsto dal decreto Sicurezza, è incostituzionale perché viola l’articolo 3”. A stabilirlo è la Corte Costituzionale che colpisce uno dei pilastri del provvedimento voluto dall’ex Ministro dell’Interno.

Sul caso è intervenuto il gruppo consiliare comunale Bari Bene Comune: “È un’ulteriore conferma che i decreti Sicurezza vanno cancellati perché il loro unico obiettivo è l’emarginazione delle fasce più deboli della popolazione. Il Covid ci impone di rispettare la distanza fisica, ma il nostro lavoro è evitare che diventi distanza sociale”.

“La Ripartizione Anagrafe del Comune di Bari garantisca immediatamente l’effettività del diritto alla residenza dei cittadini stranieri richiedenti asilo. È una questione di civiltà non più rinviabile”.

Il commento è relativo alla notizia diffusa ieri sul pronunciamento della Corte Costituzionale sulle disposizioni che precludono l’iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo introdotta con il primo dei decreti Sicurezza (d.l. n.113 del 2018) emanati dal ministro degli Interni dell’epoca Matteo Salvini.

La questione di legittimità costituzionale era stata avanzata da diversi Tribunali italiani e ieri la stessa Corte Costituzionale, con un comunicato del suo ufficio stampa ha fatto sapere che “la Corte ne ha dichiarato l’incostituzionalità per violazione dell’Articolo 3 (…) per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai cittadini stranieri richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti”.


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