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Da un lato transenne che tagliano in due corso Vittorio Emanuele anche per i pedoni e sicurezza privata che rimpalla ai varchi i residenti infuriati. Dall’altro teloni neri per impedire la visuale del maxischermo, misurazione della temperatura, obbligo di indossare la mascherina e posti a sedere alternati dedicati agli spettatori.

Sono alcune delle misure di sicurezza per consentire lo svolgimento del Bifest, il festival internazionale del cinema di Bari che dopo il rinvio causa Covid si svolge sino a domenica anche in piazza Prefettura. “Sono residente e devo fare il giro di un’isolato per tornare a casa?”, lo sfogo al varco in cui è consentito il passaggio solo per chi è munito di pass o biglietto.

Uno scenario unico, tra proiezioni di film e interviste nelle calde serate estive, che però  per una settimana cambia le abitudini dei cittadini. L’edizione 2020 è pesantemente caratterizzata dalle limitazioni sanitarie che riducono l’afflusso di pubblico mentre sul palco sono vietati abbracci e strette di mano. “Stanno sanificando il tuo microfono”, “Ti saluto a distanza”, alcune delle frasi pronunciate dal direttore del Bifest, Felice Laudadio, durante l’intervista di ieri sera ai fratelli fratelli Pupi e Antonio Avati.


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