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“C’è chi è realmente preoccupato e chi continua a vivere la propria vita come se nulla fosse”. E’ l’allarme lanciato da alcuni ragazzi preoccupati per i nuovi focolai nel barese, ma non solo. Con la curva dei contagi in aumento, tornano i timori tra i giovani.

Piazze piene, poche forme di prevenzione, limitazioni formali, vacanze e rapporti tra amici presi troppo alla leggera, sono solo alcune delle questioni sollevate che stanno facendo discutere molti sul modo in cui si sta affrontando questo momento storico delicato. I dati parlano chiaro, le terapie intensive si stanno riempiendo e quei posti letto prima occupati soprattutto da over 70, ora sono riempiti da giovani, di cui alcuni anche in condizioni gravi.

“Personalmente penso che siamo un popolo di incoscienti – ha commentato Donatella, 30enne –  Quest’anno non era necessario andare in vacanza all’estero o andare a ballare in luoghi affollati fino al giorno di ferragosto. Non ho una posizione precisa sulla questione, ma penso che la prudenza non sia mai troppa. Personalmente sono tornata ad utilizzare la mascherina anche in luoghi aperti e mediamente affollati, come piazze, centri storici ecc. Sono anche un po’ confusa, lo ammetto, perché sto leggendo notizie contrastanti sulla questione asintomatici. Da una parte leggo che si sta creando un panico ingiustificato perché ci sono sempre stati e non sono mai stati conteggiati come infetti, dall’altra parte vedo il numero dei contagiati che li comprende, continuare a salire. Dubbi a parte, credo che ognuno di noi possa fare qualcosa, come ad esempio indossare la mascherina ed evitare posti affollati, invece vedo miei coetanei comportarsi come se nulla fosse” .

La stessa preoccupazione è condivisa da Marco, 29enne, il quale ha raccontato di correre rischi altissimi per il proprio lavoro, soprattutto a causa dell’imprudenza dei propri coetanei. “Qualche giorno fa, mentre ero impegnato al lavoro, mi sono trovato ad effettuare un’assistenza esterna in casa altrui. Sono stato accolto senza mascherina. Ho mantenuto le distanze, disinfettando le mani a dovere non appena uscito. Pochi giorni dopo ho scoperto però che chi mi aveva accolto era con la febbre alta ed era stato portato il giorno dopo in ospedale. Gli hanno effettuato un tampone e quest’ultimo era, fortunatamente, negativo. Ma cosa ci perdeva a dirmi che aveva la febbre? – continua il racconto –  E cosa ci perdeva ad indossare la mascherina? A contrarre il virus ci vuole un attimo e in quell’attimo la mia vita  come quella delle persone a me care, poteva cambiare drasticamente. Ho trattenuto la rabbia, ma penso che, non potendo contare sul buonsenso della gente, non ci resta che chiuderci nuovamente in casa. Lo dico nonostante sappia che economicamente, sia io, sia tanti altri, ne usciremmo distrutti”.

Stando ai dati, i giovani al momento nelle terapie intensive sarebbero diversi. Gli esperti hanno infatti dichiarato che manca la percezione del pericolo ed è diffusa una sorta di onnipotenza da parte dei giovani che porterà, inevitabilmente, a porre altri limiti che graveranno moltissimo sugli italiani. In Puglia, nello specifico, sono attivi al momento diversi focolai che stanno preoccupando seriamente le istituzioni. Tra i nuovi contagiati ci sarebbero quote alte di persone che hanno scoperto di aver contratto il virus dopo vacanze o serate in pub e locali in cui hanno preso fin troppo alla leggera le regole.  Ma la colpa, secondo i giovani, andrebbe spartita anche con strutture o istituzioni che hanno spesso lasciato correre, senza essere realmente rigidi sulle regole.

“Penso che i giovani in questo momento non siano del tutto consapevoli della situazione, ma la colpa non va attribuita solo a loro. Dopo il periodo di lockdown, insieme alle misure di precauzione anche l’attenzione e la prudenza sono calate, specialmente nei ragazzi. Infatti quest’estate sono ripartiti tutti i settori con limitazioni solo formali che non sono state rispettate, vedi le  discoteche ad esempio o i centri sportivi. Dopo tre mesi di estate senza vincoli, ora che la situazione sta peggiorando di nuovo e che i casi stanno aumentando specialmente nei giovani, ricomincia a diffondersi un po’ di paura come all’inizio” – ha commentato Anna, 18enne atleta professionista, specificando che esistono due tipi di persone tra i suoi coetanei. “Da una parte c’è chi ha davvero timore ed è prudente, dall’altra c’è chi pensa che sia tutto finito e se ne frega. Comprendo entrambe le parti. All’inizio dell’estate la voglia di ricominciare dopo tanto tempo, aggiunta all’imprudenza dell’età, non mi ha posto limiti. Solo ultimamente sto facendo più attenzione, ad esempio a ferragosto, io con la mia comitiva, non siamo più andati a ballare ad una serata, dopo aver prenotato e pagato tutto, proprio per paura dei contagi e degli assembramenti. Speriamo non sia troppo tardi”- ha concluso la ragazza.


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