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“Senza i giovani medici e gli specializzandi l’assistenza non sarebbe stata garantita. Mettono a rischio la loro vita per gli altri”. Lo dice senza giri di parole il professor Loreto Gesulado, nefrologo di riferimento del Policlinico di Bari in prima linea la seconda ondata Covid.

Nel padiglione Balestrazzi ai pazienti affetti da coronavirus ci sono anche due giovani medici che hanno provato a raccontare il proprio stato d’animo dal reparto di terapia intensiva: “Questo è un lungo percorso che è iniziato da marzo – commenta Fabrizio Diaferia, specializzando dirigente medico – oggi portiamo avanti un progetto più ampio per far fronte a delle esigenze che poi col tempo abbiamo riscontrato. E’ difficile dare una assistenza ottima a tutti”.

“In questo momento ci è stato chiesto uno sforzo molto grande, l’urto è stato molto forte. Vediamo tanta sofferenza, le persone non potrebbero crederci, ma noi la proiettiamo anche a noi stessi e ai nostri cari. Quindi la paura più grande è rivedere questa sofferenza sui volti delle persone che abbiamo più vicino”, aggiunge nel video in basso. “Abbiamo paura ma siamo entusiasti, ci sarà tutto l’impegno possibile, siamo tanto carichi di dare tutto”, conclude Mariagrazia Tumolo, specializzanda del terzo anno di pneumologia.


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