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Sono decine le segnalazioni che riceviamo sui ritardi nell’esecuzione del primo o del secondo tampone per le famiglie baresi. Ritardi che variano tra i 10 e i 20 giorni di media ma c’è anche chi è bloccato in casa da oltre un mese. Perché ad esempio le aziende attendono l’esito dei tamponi nonostante il via libera concesso dal governo dopo 21 giorni dal riscontro della positività.  La Asl di Bari è in tilt. Il tracciamento è saltato, ormai si fa affidamento al senso di responsabilità del singolo. E le file per i tamponi, nonostante le 14 postazioni distribuite in tutto il territorio gestito dalla Asl di Bari, sono davvero lunghe, con una attesa media di 40 minuti.
“La Asl di Acquaviva delle fonti non risponde mai alle chiamate – ci scrive un lettore –  Siamo in due abbiamo fatto il tampone il 20 con esito positivo e dovevano chiamarci per rifare a 10 giorni il tampone. Nessuno ci ha ancora chiamati”.
“Buonasera ho bisogno di aiuto – scrive un altro lettore –  il 19 novembre il mio papà è risultato positivo al covid, ha febbre, dolori e ossigeno.  Sto chiamando la Asl per effettuare il primo tampone, perché il precedente lo abbiamo fatto da un privato. Ma nulla. Sto chiamando anche perché mia madre dovrebbe farlo, visto che convive ed è anziana. Siamo distrutti. Non sappiamo come fare. Siamo davvero preoccupati per i miei genitori, sono anziani e ci sentiamo abbandonati”.  
Saltata la tempestività dei tamponi anche per i bimbi delle scuole. Ci riportano di casi in cui un bambino ha atteso 14 giorni per il primo tampone, pur vivendo in casa con un caso positivo (poi trasferito in ospedale). Con la sua classe che si è affidata a quello che precedentemente chiamavamo il “senso di responsabilità”, dato che nessuno è stato contattato per definire isolamento o quarantena.  Le famiglie chiedono più celerità nell’esecuzione delle analisi: tanti sono bloccati in casa e non possono andare a lavorare ad esempio, con ripercussioni sulla tenuta economica della famiglia stessa.

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