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Una foto al giorno, per una settimana, in un luogo della città di Bari, con l’immagine di Patrick Zaki, prigioniero di coscienza detenuto in Egitto ormai da dieci mesi con l’accusa di aver tentato di “rovesciare il regime al potere”. E’ così che gli attivisti di Amnesty Bari hanno deciso di celebrare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, oggi al suo 72esimo anniversario.

Era infatti il 10 dicembre del 1948 quando l’assemblea Generale dell’Onu approvava il documento fondamentale per i diritti sulla persona, diritti che di fatto, vengono negati a moltissime persone nel mondo, tra cui Zaki. Da qui l’idea di dedicare simbolicamente a lui, ma anche a tutte le altre questioni che vedono ancora lontana la messa in pratica reale della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, questa iniziativa. In particolare, per una settimana, gli attivisti pubblicheranno sui propri social una foto scattata in luoghi rappresentativi del capoluogo pugliese portando, simbolicamente, Patrick Zaki, con loro, affinché si faccia luce su una questione ancora poco chiara. La prima fotografia è stata scattata in piazza Umberto, a fare da sfondo l’Università degli studi Aldo Moro.

“Vogliamo festeggiare la Dichiarazione dei diritti umani dedicando ogni giorno e per una settimana un luogo della nostra città a Patrick Zaki, prigioniero di coscienza detenuto in Egitto solo per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni espresse sui social – scrivono sul profilo ufficial Facebook di Amnesty Bari – Sono passati 10 mesi da quando Patrick è stato arrestato. Da allora, la sua #libertà è ostaggio di udienze rinviate e ricorsi respinti. Non ci arrendiamo” – concludono gli attivisti.


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