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Tra veglioni e pranzi di capodanno, in Puglia come nel resto d’Italia, sono tantissime le segnalazioni relative all’organizzazione di ritrovi e feste clandestine, in violazione delle restrizioni previste dal più recente decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Testimonianze di vicini di casa, avvistamenti di attività di carico e scarico di sedie pieghevoli dai bagagliai delle automobili, ma soprattutto un “ufficioso” rumore di fondo del tam-tam, già attivo da giorni, su chat e social network. I testimoni parlano sempre per sentito dire, ma i rumors sono quelli di organizzazioni di feste e veglioni in location isolate, come ville private di campagna o sul mare o, addirittura, su imbarcazioni di lusso. E poi, sospetti anche per il centro cittadino di Bari, dove le voci di corridoio raccontano di cenoni organizzati anche nei seminterrati di alcuni locali. 

Testimonianze che dipingono il quadro di una surreale situazione di fermento sommerso, per il quale anche a Bari, saranno serratissimi i controlli delle forze dell’ordine sul territorio: sotto la lente di vigili urbani e polizia, il rispetto dell’ordinanza anti-botti, già di gran lunga evasa in molti casi durante giorni di Natale, ma anche e soprattutto, il rispetto della normativa anti-assembramento e delle restrizioni agli spostamenti, le cui violazioni comporteranno multe dai 400 ai mille euro. Sono 15 le pattuglie che, dal pomeriggio di oggi e fino all’alba di domani mattina, saranno fatte scendere in strada in supporto all’attività di controllo, mentre sarebbero già 12 le violazioni accertate, tra cui 3 casi di organizzazioni di feste non autorizzate. 

Intanto, anche a livello nazionale, si annunciano controlli mirati sui social network per scongiurare l’organizzazione di veglioni clandestini in ville o a bordo di imbarcazioni di lusso per salutare l’arrivo del 2021. Ad assicurarlo, nel corso di una recente intervista, è stato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che si dice consapevole di quanto l’ipotesi possa essere reale: “Sappiamo che attraverso i social si stanno organizzando questi incontri – spiega – ma dobbiamo evitare contagi che possano alimentare la terza ondata”. Il ministro Lamorgese precisa che 70mila uomini sono stati messi in campo per questo scopo, a cui si aggiunge il personale della Polizia municipale già attivo su tutto il territorio nazionale. 


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