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«Nessuno ha pensato che vaccinare un sindaco, una persona esposta a tantissimi contatti giornalieri, equivalga a tutelare la gente che lo incontra?». È una delle domande che si pone in lungo post su Facebook il sindaco di Noicattaro, Raimondo Innamorato, tornando sulla polemica sollevata ieri dalla notizia che il 6 gennaio scorso è stato vaccinato, pur non rientrando tra le categorie previste nella prima fase delle vaccinazioni, secondo il piano nazionale. Innamorato, nel post che intitola «il fango e la verità», si dice «sbigottito dalla cattiveria mostrata» nei suoi confronti« da parte di chi ha »provato a trasfigurare l’accaduto, apostrofandolo come abuso di potere (è stato citato De Luca) o addirittura equiparandolo ad altri narrati come illeciti, avvenuti a Modena o a Brindisi«.

»E’ incredibile« scrive ancora, sostenendo di aver »sempre operato per tutelare la comunità«. »Ho deciso di fare politica per aiutare la gente e credo di aver sempre interpretato al meglio il mio ruolo«, continua il primo cittadino. Poi, rivolgendo ancora domande ai lettori, chiede se »nessuno ha pensato che gli operatori del Dipartimento di prevenzione, per una defezione registrata all’ultimo momento e poco prima di considerare inutilizzabile una dose di vaccino, piuttosto che contattare amici o parenti – cosa che invece è avvenuta nei casi che sono sotto inchiesta – e non avendo reperito alcuna disponibilità altra alle 15 dell’Epifania, abbiano pensato di tutelare una figura che purtroppo non è annoverata nel piano nazionale dei vaccini ma che è ad altissimo rischio di contagio?«.


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