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La Regione Puglia chiude i servizi educativi per l’infanzia e l’adolescenza» con il rischio di «migliaia di licenziamenti e famiglie senza asili nido e servizi di supporto per le fasce deboli della popolazione». Fism Puglia, Confcooperative Federsolidarietà Puglia, Lega coop Sociali Puglia, Forum Terzo Settore e Acsemi Bari, chiedono l’intervento del presidente Michele Emiliano e della neo-assessora al Welfare Rosa Barone.

«Sono 500 le strutture educative per minori che accolgono 10 mila bambini e occupano oltre 5 mila persone, per il 95% donne, che stanno accogliendo i minori già dal primo settembre, così come previsto dall’avviso rivolto alle famiglie, ma non possono fatturare le loro prestazioni per i ritardi regionali. Da febbraio – dicono – , tutti i servizi saranno costretti a richiedere alle famiglie il pagamento dell’intera retta. Ciò comporterà verosimilmente la rinuncia alla frequenza dei propri figli con la conseguenza di dover chiudere il servizio già dal prossimo mese». «Invitiamo la Regione – dicono le associazioni – al rispetto dei termini, già ampiamente scaduti da mesi, e chiediamo il riconoscimento di indennità alle strutture in sofferenza che consenta, a stretto giro, di pagare lo stipendio a migliaia di operatori. Al presidente Emiliano e al nuovo assessore Barone, chiediamo di intervenire per risolvere già nei prossimi giorni e senza ulteriori indugi la questione, nonché di assegnare, altrettanto immediatamente, le ulteriori risorse necessarie». ANSA

foto di repertorio


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