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Lo strumento di agevolazione TecnoNidi, attivato dalla Regione Puglia e gestito da Puglia Sviluppo, ha agevolato la nascita di cento startup tecnologiche per oltre 22 milioni di euro di investimenti (di cui 17,7 milioni i contributi concessi), sono invece 170 i nuovi addetti altamente specializzati assunti nelle startup. Il 30% dei progetti proviene da fuori Puglia (Lazio e Lombardia soprattutto, ma anche Friuli Venezia Giulia, Liguria) e fuori Italia (Inghilterra e Lussemburgo), di questi un terzo – pari al 10% del totale – appartiene a «pugliesi di ritorno».

A qualificare la capacità competitiva delle imprese nate con TecnoNidi anche un altro dato: nel 30% delle compagini societarie, i soci sono addirittura imprese. Lo comunica la Regione Puglia. «Le startup in Puglia sono la spia di una forte vitalità regionale nelle settore delle nuove tecnologie», spiega l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci. «Uno studio dell’Istituto per la competitività I.com attesta che tra il 2016 e il 2020, il numero di imprese innovative iscritte all’apposito registro è aumentato a un tasso medio annuo del 48%, segnando nel 2020, a dispetto della pandemia, un vero e proprio record regionale. Il Registro Imprese rileva nell’anno ben 182 nuove startup iscritte, un numero davvero importante se si considera che nel 2015 le startup in Puglia erano soltanto cinque. TecnoNidi ha dato un fortissimo impulso a questo sviluppo», aggiunge. Lo strumento, attivato nel settembre del 2017 e tuttora aperto, offre un pacchetto di aiuti per l’avvio o lo sviluppo di startup tecnologiche mediante un prestito rimborsabile ed una sovvenzione, sia per gli investimenti che per le spese di gestione agevolando piani di investimento a contenuto tecnologico compresi tra 25mila e 250mila euro. «Oggi la Puglia – prosegue Delli Noci – è la nona regione in Italia per presenza di startup e la seconda nel Mezzogiorno. Lo strumento si è rivelato attrattivo anche per imprese di altre regioni italiane e di Paesi esteri». La maggior parte dei progetti (57%) coinvolge la provincia di Bari, segue Lecce (25%), Taranto (6%), e Foggia (5%), infine Bat (4%) e Brindisi (3%).


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